Comunicazioni importanti in relazione all’emergenza Covid-19

Tutti gli uffici della Ripartizione Lavoro a Bolzano, Merano, Silandro, Bressanone, Brunico e Egna sono chiusi al pubblico.

Tutti i servizi vengono attualmente erogati solo via e-mail e telefono.

L'articolo 22, commi 1 e 5 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 prevede che le Province autonome di Bolzano e Trento possono riconoscere attraverso i rispettivi Fondi provinciali le prestazioni connesse ai trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione e/o riduzione del rapporto di lavoro a favore dei lavoratori del settore privato che non hanno accesso alle tutele previste dalle norme vigenti a sostegno del reddito in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Nella Provincia Autonoma di Bolzano queste prestazioni vengono erogate dal Fondo territoriale di solidarietà bilaterale costituito ai sensi dell’articolo 40 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 ed amministrato dalla sede INPS di Bolzano, secondo quanto concordato nell'accordo quadro locale sottoscritto il data 2 aprile 2020 tra la Provincia Autonoma di Bolzano e le parti sociali.

Criteri di accesso in breve

Datori di lavoro beneficiari

  • tutti i datori di lavoro del settore privato per i quali non trovino applicazione le tutele degli ammortizzatori sociali ordinari, cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria, compresi i datori di lavoro agricoli, i datori di lavoro della pesca e del terzo settore, gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
  • datori di lavoro di tutte le dimensioni anche quelli con meno di 6 dipendenti;
  • le aziende beneficiarie della sola CIGS (ad es. aziende del commercio e agenzie viaggio con più di 50 dipendenti che non hanno versato i contributi per la CIGO e non possono fare valere i rispettivi benefici attraverso Fondi privati);

Le unità produttive devono trovarsi in provincia di Bolzano.

Sono esclusi i datori di lavoro domestico e tutti di datori di lavoro che hanno versato i contributi per la cassa integrazione in un fondo privato e possono chiedere l’intervento presso il relativo fondo.

Lavoratori beneficiari

  • lavoratori subordinati con qualunque forma contrattuale;
  • qualifica di operai, impiegati e quadri;
  • apprendisti di qualsiasi livello e di qualsiasi forma contrattuale (apprendistato per qualifica/diploma professionale e maturità, professionalizzante e di alta formazione e ricerca);
  • lavoratori subordinati assunti ai sensi dell’articolo 18 della legge 31 gennaio 1994, n. 97 (zone montane);
  • soci lavoratori delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • lavoratori somministrati che prestano l’opera presso un datore di lavoro beneficiario di ammortizzatori anche ordinari per i propri dipendenti (la domanda è a carico dell’agenzia di somministrazione) solo in subordine alla mancata capienza del rispettivo fondo settoriale;
  • lavoratori agricoli e forestali occupati presso amministrazioni pubbliche che gestiscono aziende agricole o eseguono lavori di forestazione.

I lavoratori beneficiari devono risultare in forza presso il datore di lavoro durante il periodo decorrente dalla data del 23 febbraio 2020 al 25 marzo 2020.

Sono esclusi dall’intervento i dirigenti, i lavoratori domestici, i lavoratori con contratto parasubordinati, i tirocinanti.

Durata della prestazione

Dal 23 febbraio al 31 agosto 2020 per una durata massima di 9 settimane. Il decreto-legge del 19 maggio 2020, nr. 34 (DL Rilancio) ha prorogato la durata massima di ulteriori 9 settimane, 5 da usufruirsi entro il 31 agosto e 4 settimane tra il 1° settembre e il 31 ottobre 2020. La proroga delle prime 5 settimane è riconosciuta solo una volta usufruito dell’intero periodo delle prime 9 settimane. Nei settori turismo, fiere e congressi, parchi di divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche è possibile fruire delle predette 4 settimane anche in periodi precedenti al 1° settembre a condizione che si sia già fruito dell’intera durata massima di 14 settimane.

Ammontare della prestazione

La prestazione ammonta all'80% dello stipendio lordo e viene equiparata ai parametri dell’integrazione salariale, attualmente definiti dalla Circolare INPS del 10.02.2020, n. 20.

Iter e termini per la domanda

La domanda, comprendente l'elenco dei lavoratori interessati, va presentata all’INPS in via telematica entro il quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro. Di regola la domanda viene inoltrata per conto del datore di lavoro da parte di un consulente del lavoro o di un’associazione datoriale.

Messaggio INPS sulle modalità di presentazione delle domande

La domanda può essere presentata retroattivamente anche per periodi di sospensione avvenuti nel periodo decorrente dal 23 febbraio.

La domanda deve essere inoltrata anche alle organizzazioni sindacali territoriali.

In caso di aziende plurilocalizzate con unità produttive in 5 o più regioni o province autonome la domanda va presentata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Ulteriori informazioni

Circolare INPS n. 61 del 23.05.2020

I lavoratori che si trovano in cassa integrazione possono svolgere lavoro autonomo o anche subordinato per un altro datore di lavoro, senza però avere diritto alla prestazione prevista.

Il lavoratore deve darne informazione al proprio datore di lavoro, presso il quale è attiva la procedura di cassa integrazione. Quest'ultimo deve essere d'accordo con l'attività svolta e darne a sua volta comunicazione all'INPS, ai sensi dell‘articolo 8, commi 2 e 3 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 148.

Il contratto di prestazione occasionale "PrestO" è invece compatibile con il trattamento di cassa integrazione.

I percettori di cassa integrazione a zero ore possono lavorare in agricoltura fino ad un massimo di 30 giorni, prorogabili di altri 30, e fino ad un massimo di 2000 euro nel corso del 2020 senza subire riduzioni.

Per superare il periodo fino all’erogazione della cassa integrazione è stato raggiunto un accordo con le banche.

Tale accordo prevede che tutte le persone in cassa integrazione possono ottenere direttamente e senza procedure complicate un accredito pari a 1.400 euro a tasso zero.

Gli aventi diritto sono tutte le persone che si trovano in cassa integrazione per l’emergenza Covid-19.

Tutti gli interessati possono rivolgersi fin da subito alla propria banca per informarsi sulla procedura per richiedere l’anticipo.

L'anticipo può già essere concesso per varie tipologie di cassa integrazione. Per il resto i chiarimenti seguiranno nei prossimi giorni.

A decorrere dal 17 marzo 2020 le procedure pendenti avviate dopo il 23 febbraio 2020 relative a licenziamenti collettivi e individuali sono sospese e l'avvio di nuove procedure è precluso per la durata di 5 mesi, ovvero fino al 16 agosto 2020.

Il datore di lavoro che abbia proceduto nel periodo dal 23 febbraio al 17 marzo 2020 al recesso dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo può revocare il recesso, facendo richiesta del trattamento di cassa integrazione a partire dalla data di efficacia del licenziamento. Il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro.

ll decreto-legge del 17.03.2020 n. 18, integrato dal decreto-legge del 19.05.2020 n. 34 prevede il riconoscimento di un'indennità di 600 euro per il mese di marzo, rinnovata anche per il mese di aprile, alle seguenti categorie di soggetti:

  • liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23.02.2020 e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; in caso di comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito rispetto al secondo bimestre dell’anno precedente ovvero cessazione del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa alla data del 19.05.2020 è riconosciuta un’indennità pari a 1000 euro per il mese di maggio;
  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'AGO - artigiani, commercianti e coltivatori diretti - non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della gestione separata;
  • lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1.01.2019 e il 17.03.2020, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente, alla data del 17.03.2020; in caso di persistenza delle condizioni al 19.05.2020 è riconosciuta un'indennità pari a 1000 euro per il mese di maggio 2020;
  • lavoratori in somministrazione impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nei settori del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1.01.2019 e il 17.03.2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di Naspi alla data del 19.05.2020; per il mese di maggio 2020 è riconosciuta un’indennità pari a 1000 euro;
  • operai agricoli a tempo determinato, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo; per il mese di aprile l’indennità sarà pari a 500 euro;
  • lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro e non titolari di pensione; l’indennità è riconosciuta anche per il mese di maggio, anche nel caso di soli 7 contributi giornalieri versati nel 2019 e reddito non superiore a 35.000 euro, ma solo se non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente.

L'indennità non concorre alla formazione del reddito.

Le domande vanno presentate dal 1° aprile 2020 al 3 giugno, pena decadenza, sul sito di INPS.

 

Per i mesi di aprile e maggio 2020 il decreto-legge del 19.05.2020 n. 34 prevede il riconoscimento di un'indennità mensile di 600 euro anche alle seguenti categorie di soggetti che, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, a condizione che non siano titolari di pensione o di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dall’intermittente:

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
  • lavoratori intermittenti, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
  • lavoratori autonomi privi di partita IVA, iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata con almeno un contributo mensile e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all'articolo 2222 del c.c. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020;
  • incaricati alle vendite a domicilio con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

 

Per i mesi di aprile e maggio 2020 il decreto-legge del 19.05.2020 n. 34 prevede il riconoscimento di un'indennità mensile di 500 euro anche ai lavoratori domestici che abbiano in essere al 23 febbraio 2020 uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali a condizione che non siano conviventi con il datore di lavoro o titolari di pensione o di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal lavoro domestico.

Le indennità non concorrono alla formazione del reddito.

Le domande vanno presentate sul sito di INPS.

 

Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 28 marzo 2020 sono stati stabiliti i criteri per il riconoscimento di un’indennità di 600 euro per il mese di marzo. L'indennità è prevista anche per il mese di aprile e maggio, a condizione che i beneficiari alla data di presentazione della domanda non siano titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o titolari di pensione.

  • ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo al lordo dei canoni di locazione assoggettati a “cedolare secca” (art. 3, D. Lgs. 23/11) o al regime delle locazioni brevi (art. 4 D.L. 50/17):

- non superiore a 35.000 euro, se l'attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;

- tra 35.000 euro e 50.000 euro per cessazione dell'attività (con chiusura della partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020) o per riduzione o sospensione dell’attività lavorativa (a tal fine occorre una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019) in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

L'indennità non concorre alla formazione del reddito.

Le domande vanno presentate dal 1° aprile agli enti di previdenza di iscrizione.

 

Per i mesi di aprile e maggio 2020 è riconosciuta un'indennità mensile di 600 euro per i lavoratori sportivi impiegati con rapporto di collaborazione presso il Comitato olimpico nazionale, il Comitato italiano paralimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, le società e associazioni sportive dilettantistiche.

Le domande saranno gestite da Sport e Salute Spa.

 

Tutte le indennità descritte

  • non sono tra loro cumulabili
  • non sono compatibili con il reddito di cittadinanza, se di importo pari o superiore
  • non sono compatibili con il reddito di emergenza
  • sono compatibili con l'assegno ordinario di invalidità, di cui alla legge 222/1984
  • sono compatibili e cumulabili con l'indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL (Attenzione: il decreto rilancio del 19.05.2020 ha escluso retroattivamente la cumulabilità con le prestazioni)
  • sono compatibili e cumulabili con indennità derivanti da borse di studio, stage e tirocini

 

Per chi non rientrasse tra i soggetti beneficiari delle suddette indennità, il decreto-legge del 19.05.2020 n. 34 prevede il riconoscimento di un reddito di emergenza per i nuclei familiari con residenza in Italia in condizioni di necessità economica dovuta all’emergenza COVID-19.

Il reddito di emergenza è erogato da INPS su richiesta, presentabile entro il 30 giugno 2020 anche tramite patronati.

Per le domande di disoccupazione agricola in competenza 2019 da presentarsi nell’anno 2020, il termine di presentazione è prorogato al 1° giugno 2020.

Per gli eventi di cessazione involontaria dei rapporti di lavoro intervenuti a fare data dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 il termine di 68 giorni a pena di decadenza per la presentazione delle domande di NASpI e di DIS-COLL è prorogato di ulteriori 60 giorni, e diviene quindi di 128 giorni, decorrente dalla data di cessazione involontaria del rapporto di lavoro.

Le prestazioni NASpi e DIS-COLL spettano a decorrere:

  • dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno;
  • dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, nel caso in cui la domanda sia stata presentata successivamente all'ottavo giorno;
  • dal sessantottesimo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata oltre il termine ordinario di 68 giorni dalla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro.

 

Le indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL terminate tra il 1° marzo e il 30 aprile 2020 sono prorogate di ulteriori due mesi dal giorno di scadenza, a condizione che il percettore non sia beneficiario delle indennità straordinarie descritte al punto precedente. L’importo delle mensilità aggiuntive sarà pari all’importo dell'ultima mensilità originaria.

I percettori di NASpI, DIS-COLL, reddito di cittadinanza o altro ammortizzatore a zero ore possono lavorare in agricoltura fino ad un massimo di 30 giorni, prorogabili di altri 30, e fino ad un massimo di 2000 euro nel corso del 2020 senza subire riduzioni.

Tutti gli uffici della Ripartizione Lavoro a Bolzano, Merano, Silandro, Bressanone, Brunico e Egna sono chiusi al pubblico.

Tutti i servizi vengono attualmente erogati solo via e-mail e telefono.

Per i lavoratori che terminano il proprio rapporto di lavoro stagionale e hanno in precedenza già rilasciato la propria dichiarazione di immediata disponibilità DID, l'iscrizione alle liste di disoccupazione resta valida, se la durata del rapporto di lavoro è inferiore a 6 mesi; in tal caso NON è necessario recarsi al Centro di mediazione lavoro per la conferma. In caso di diritto all'indennità di disoccupazione NASpI/DIS-COLL va comunque verificata la  propria posizione presso l'INPS o un patronato, attualmente tutti contattabili solo telefonicamente o via e-mail.

Tutti gli appuntamenti per i colloqui di orientamento attualmente programmati sono annullati. Una volta superata l’attuale situazione verranno inviati nuovi inviti da parte dei Centri di mediazione lavoro e del Servizio per l’integrazione lavorativa.

La conferma dello stato di disoccupazione può essere effettuata tramite intervista telefonica contattando il proprio Centro di mediazione lavoro.

Attualmente gli operatori dei Centri di mediazione lavoro stanno contattando tutte le persone che hanno richiesto l’indennità di disoccupazione per la sottoscrizione del patto di servizio. Il colloquio avviene interamente al telefono.

La ricerca di lavoro può continuare autonomamente tramite eJobLavoro, la borsa lavoro dell’Alto Adige.

La promozione di tutti i progetti per l'impiego temporaneo di persone disoccupate ai sensi della legge provinciale n. 11/1986, riprende, dopo la sospensione d'ufficio, a partire dal 23 aprile 2020.

Tutti i progetti sospesi possono riprendere in osservanza delle vigenti disposizioni di legge, delle vigenti misure igienico-sanitarie e nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti-contagio. I soggetti ospitanti decidono se riattivare il progetto ovvero proseguire il periodo di sospensione.

A tutela delle persone coinvolte, ai sensi dell'articolo 28, comma 5 della legge provinciale 16 aprile 2020, n. 3, durante il periodo di sospensione gli enti ospitanti garantiranno l'erogazione dell'assegno e della corrispettiva copertura contributivo-previdenziale previsti nell'ambito dei progetti, anche nel caso in cui la persona si trovi in stato di malattia o sia sottoposta a misure di quarantena obbligatoria.

Il pagamento delle giornate di sospensione e la relativa copertura contributiva avverrà sulla base del piano orario settimanale concordato nel singolo progetto. I giorni di sospensione pagati, equivalgono a giorni di presenza effettiva. Il periodo di sospensione non viene recuperato al termine del progetto

La promozione di tutti i progetti di inserimento lavorativo per persone disabili in convenzione individuale ai sensi della legge provinciale n. 7/2015, riprende, dopo la sospensione d’ufficio, a partire dal 23 aprile 2020.

Tutti i progetti sospesi possono riprendere in osservanza delle vigenti disposizioni di legge, delle vigenti misure igienico-sanitarie e nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti-contagio. I soggetti ospitanti decidono se riattivare il progetto ovvero proseguire il periodo di sospensione, comunicando l’eventuale riattivazione al proprio tecnico per l’integrazione lavorativa.

A tutela delle persone coinvolte, ai sensi dell'articolo 28, comma 1 della legge provinciale 16 aprile 2020, n. 3, durante il periodo di sospensione la Provincia garantisce l'erogazione di un'indennità mensile di 400 €, che verrà pagata d’ufficio da parte dell'ufficio Servizio Lavoro.

La medesima indennità è riconosciuta anche alle persone, i cui progetti di inserimento lavorativo si trovino in fase di istruttoria, in attesa di approviazione durante il periodo di sospensione presso l'Ufficio Servizio lavoro.

Il periodo di sospensione potrà essere recuperato al termine del progetto. La richiesta va inviata all'indirizzo as.sl@pec.prov.bz.it o sl@provincia.bz.it.

 

Dal 9 marzo sino al 31 maggio 2020 sono sospesi tutti termini ordinatori e perentori previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari, nonché da atti amministrativi generali provinciali per l’adempimento di oneri posti a carico di imprese, cittadini e liberi professionisti in scadenza nel predetto periodo.

Il termine per la presentazione delle domande di liquidazione dei contributi concessi per l’assunzione di persone disabili ai sensi della legge provinciale n. 7/2015 è prorogato al 1° giugno 2020.

I termini concordati nei programmi di assunzione stipulati ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 68/1999 in scadenza tra il 9 marzo e il 31 maggio sono prorogati al 1° giugno 2020.

I termini di pagamento stabiliti nei provvedimenti di esonero parziale concesso ai sensi dell’articolo 5, comma 3 della legge n. 68/1999 in scadenza tra il 9 marzo e il 31 maggio sono prorogati al 1° giugno 2020.

Tutti i certificati, attestati e permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi in scadenza tra il 31 gennaio e il  31 luglio 2020 conservano la loro validità fino a 90 giorni dalla cessazione dello stato di emergenza COVID-19 (attualmente fino al 31 ottobre 2020).

I nulla osta all'assunzione per il collocamento mirato ai sensi della legge n. 68/1999 in scadenza tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020 sono prorogati fino al 31 ottobre 2020.

La promozione di tutti i tirocini riprende, dopo la sospensione d’ufficio, a partire dal 23 aprile 2020.

Tutti i tirocini sospesi possono riprendere in osservanza delle vigenti disposizioni di legge, delle vigenti misure igienico-sanitarie e nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti-contagio. I soggetti ospitanti decidono se riattivare il progetto ovvero proseguire il periodo di sospensione.

In caso di riattivazione va presentato un nuovo progetto in ProPraktika e ove previsto inviata la relativa comunicazione di assunzione via ProNotel2.

A tutela delle persone coinvolte nei tirocini di inserimento lavorativo a favore di persone svantaggiate sul mercato del lavoro, ai sensi dell'articolo 28, comma 1 della legge provinciale 16 aprile 2020, n. 3, durante il periodo di sospensione la Provincia garantisce l'erogazione di un'indennità mensile di 400 €, che verrà pagata dall'Ufficio Servizio lavoro su istanza di parte. La domanda va inviata all'indirizzo as.sl@pec.prov.bz.it o sl@provincia.bz.it.

I permessi di soggiorno in scadenza sono prorogati fino al 31 agosto 2020.

Sono prorogati fino al 31 agosto 2020 anche:

  • i nulla osta al lavoro stagionale, previsti dal comma 2 dell'articolo 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
  • i nulla osta al lavoro per casi particolari di cui agli articoli 27 e ss. del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (ricerca, blue card, trasferimenti infrasocietari);
  • i nulla osta al ricongiungimento familiare ai sensi degli articoli 28 e ss. del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
  • i termini per la conversione dei permessi di soggiorno da studio a lavoro subordinato e da lavoro stagionale a lavoro subordinato non stagionale;
  • le autorizzazioni al soggiorno di cui all’articolo 5, comma 7 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;

Il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 prevede una procedura di regolarizzazione di rapporti di lavoro irregolare con cittadini italiani e stranieri presenti sul territorio nazionale, oltre alla possibilità per cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto al 31 ottobre 2019 di richiedere un permesso temporaneo della durata di 6 mesi a partire dalla richiesta.

La procedura di regolarizzazione riguarda i seguenti settori di attività:

  • agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
  • assistenza alla persona per sé stessi o componenti della propria famiglia, affetti da patologie che ne limitino l’autosufficienza
  • lavoro domestico 

Le domande andranno presentate dal 1 giugno al 15 luglio 2020.

Ulteriori informazioni e dettagli verranno pubblicati non appena disponibili.