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Strutture per minori, adeguamento rette e catalogo delle prestazioni

I giovani che vivono in contesti familiari difficili ricevono un sostegno socio-educativo nelle strutture residenziali e diurne. La Provincia finanzia questi servizi con 15,8 milioni di euro.

La Giunta provinciale ha approvato, su proposta dell’assessora al Sociale Waltraud Deeg, le rette orarie, giornaliere ed il catalogo delle prestazioni delle strutture residenziali e semiresidenziali per minori.

"Quando i bambini e i giovani provengono da un ambiente familiare difficile, hanno bisogno di un sostegno adeguato al fine di poter plasmare la loro vita in modo indipendente. Nelle strutture per minori si svolge ogni giorno un importante lavoro di prevenzione", sottolinea l'assessora Deeg.

Dal 1° gennaio 2024, le tariffe orarie e giornaliere saranno aumentate in media del 4,8 per cento. Tra l'altro, ciò ha lo scopo di consentire alle importanti realtà del settore di coprire i costi dovuti agli adeguamenti salariali per i dipendenti.

Le strutture residenziali e semiresidenziali per minori sono gestite quasi esclusivamente da organizzazioni private senza scopo di lucro. Le assegnazioni vengono effettuate dai Servizi sociali delle Comunità Comprensoriali o dal Comune di Bolzano.

La Provincia finanzia questi servizi con 15,8 milioni di euro.

In Alto Adige sono 42 le strutture dove i minori vivono fuori casa o dimorano durante il giorno. Nel 2022, i 292 posti disponibili sono stati utilizzati da un totale di 235 persone. Di queste, 150 giovani vivevano prevalentemente in un appartamento condiviso o in una casa con personale adibito. Un team di educatori sostiene e accompagna i minori nella loro vita quotidiana per promuovere la loro indipendenza.

Altri 85 hanno frequentato un centro diurno socio-pedagogico dove i minori in situazioni di emergenza familiare o con disturbi mentali trascorrono i pomeriggi insieme ad altri ragazzi accompagnati da specialisti. I giovani ricevono un sostegno nei lavori domestici e possono partecipare ad altre attività come il giardinaggio o iniziative creativo-sociali. Nella maggior parte dei casi (52,3%), il collocamento dei minori è stato ordinato dal Tribunale dei minori.

La Provincia sostiene, inoltre, l’Istituto provinciale per l’assistenza all’infanzia (IPAI) e le strutture al di fuori dei confini provinciali che aiutano i minori altoatesini in situazioni familiari difficili.


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