Rapporto sul mercato del lavoro

Questa pubblicazione esce due volte l'anno (giugno e dicembre) e offre un ampio rapporto sulla situazione del mercato del lavoro in Provincia di Bolzano e tratta argomenti quali il contesto economico e la struttura occupazionale, il sistema formativo e i lavoratori stranieri. Le informazioni dettagliate contenute nel rapporto in forma di testo, tabelle, grafici e definizioni offrono un quadro semplice e dettagliato della situazione.

  • Novembre 2021 - aprile 2022

    Novembre 2021 - aprile 2022

    Ritorno alla normalità — L’occupazione ha superato ovunque i livelli prepandemici o almeno quasi raggiunti — La disoccupazione cala – però lascia un’eredità — Finisce l’emergenza, con gli ultimi sei mesi sotto il segno di Omicron e del Greenpass — Singole imprese dominano la dinamica nella loro zona — In agricoltura i posti di lavoro per operaie e operai sono diminuiti — Edilizia: Aumentano solo gli impiegati — Il settore manifatturiero resiste alla crisi e cresce debolmente — Solo il commercio al dettaglio non si è ancora ripreso — Moltissimi posti di lavoro negli alberghi, meno nei ristoranti e bar — Occupazione da record negli altri servizi privati, con qualche eccezione — Settore domestico cala, regolarizzazione porta ad un aumento temporaneo — Più lavoro nell’istruzione e nella sanità, ma precario — Uomini: ritorno alla normalità — L’occupazione femminile cresce in tutti settori, salvo nella ristorazione — I giovani fanno fatica a riprendersi dalla crisi — Over 50: Tasso d’occupazione femminile continua a crescere — Tra gli stranieri aumentano i contratti a tempo indeterminato — Tornano i posti di lavoro precari — In calo l’apprendistato, sia tradizionale che professionalizzante — Il lavoro interinale per entrare nel mondo del lavoro — Meno contratti a chiamata con autisti, di più con la security — Calato leggermente il lavoro parasubordinato - Il ritorno delle scuole di sci

     
  • Maggio - ottobre 2021

    Maggio - ottobre 2021

    Ritorno verso la normalità. Un confronto con il 2019 - L’occupazione è tornata quasi ovunque ai livelli prepandemici, senza andare però molto oltre - La disoccupazione cala, ma non raggiunge ancora il livello pre-crisi - La pandemia mette sottosopra il turismo internazionale - Rumeni, residenti e donne sostituiscono una parte degli stranieri durante la raccolta - Nell’edilizia crescono i piccoli - Il settore manifatturiero resiste alla crisi e cresce debolmente - Cresce il commercio all’ingrosso, in difficoltà quello al dettaglio - Una buona stagione turistica cominciata tardi, con tanti distinguo - Andamenti anche diametralmente opposti negli altri servizi privati - Settore domestico costante, regolarizzazione porta ad un aumento temporaneo - La Sanità non è ancora uscita dall’emergenza - Per gli uomini tanti posti come nel 2019 - salvo nel turismo - L’occupazione femminile complessiva tiene grazie ad alcuni settori - Un’estate nuovamente normale per i giovani - Per la prima volta più lavoratrici over 50 che lavoratori - Stranieri risentono delle dinamiche nel turismo, ma aumentano negli altri settori - Precari e stagionali vittime della crisi - Sempre più contratti di apprendistato professionalizzante. Flessione per quelli tradizionali - Il lavoro interinale torna ai livelli del 2019 - Meno contratti a chiamata nel turismo - L’estate dei lavoratori parasubordinati assomiglia alle precedenti

     
  • Novembre 2020 - aprile 2021

    Novembre 2020 - aprile 2021

    Un mercato del lavoro senza turismo, sci - Il mercato del lavoro diviso in due parti, di cui una inesistente - Turismo - La cronologia della crisi: secondo lockdown, ma non per tutti - In agricoltura il livello occupazionale invernale - L’edilizia resiste alla crisi - La crisi grava in maniera eterogenea sul settore manifatturiero - Il commercio al dettaglio subisce la stagione invernale non partita - Un inverno senza turisti - Altri servizi privati in calo - Molte assunzioni temporanee nella sanità - Gli uomini risentono meno della crisi - Le donne più esposte alle conseguenze della pandemia - I giovani sentono particolarmente la crisi - Anche tra gli over 50 la mancata stagione turistica lascia il segno - Il calo di posti di lavoro colpisce di più gli stranieri - Il lockdown distrugge posti di lavoro precari - Apprendistato: pesa molto la cancellazione della stagione invernale - Leggero calo del lavoro interinale - Senza turismo meno contratti - Lavoro parasubordinato: maestri di sci rimasti senza contratto

     
  • Maggio - ottobre 2020

    Maggio - ottobre 2020

    Il mercato del lavoro in balia della pandemia - Il mercato del lavoro paga la pandemia con sei punti percentuali - Il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione attenuano l’ascesa drammatica della disoccupazione - La cronologia della crisi: tra i lockdowns - Residenti e donne sostituiscono gli stranieri durante la raccolta - L’edilizia mostra segni di debolezza, ma resiste alla crisi - Giugno e luglio i mesi più critici nel settore manifatturiero - Il commercio al dettaglio subisce lockdown e restrizioni agli spostamenti - Il turismo torna al livello di cinque anni fa: 25% di ore lavorate in meno - Altri servizi privati in rosso - con alcune eccezioni - Poche supplenze nel settore pubblico - Gli uomini risentono meno della crisi - Le donne più esposte alle conseguenze della pandemia - Crollo dei lavori estivi per i giovani - Tra gli over 50, a maggio e giugno persi 4 posti di lavoro su cento - La crisi colpisce di più gli stranieri - Il lockdown distrugge posti di lavoro precari. Molti non precari in cassa integrazione - L’apprendistato tradizionale tiene nonostante la crisi - Lavoro interinale cala per normative più severe e lockdown - Breve crollo del lavoro a chiamata - Lavoro parasubordinato in forte calo negli istituti d’istruzione privati

     
  • Novembre 2019 - aprile 2020

    Novembre 2019 - aprile 2020

    Il mercato del lavoro contagiato dal Coronavirus - La pandemia deprime la crescita di 2,5 punti percentuali - Ad aprile record di disoccupati iscritti - Lockdown e mercato del lavoro - Occupazione invernale in agricoltura cresce senza sosta - Crescita rallentata nell’edilizia e prospettive incerte - L’occupazione nell’industria non cresce più già da un anno - Il lockdown colpisce di più il commercio al dettaglio di quello all’ingrosso e pertanto più le donne - Un’altra ottima stagione turistica, finita però male - Anche altri servizi privati risentono del lockdown nel turismo - L’occupazione regolare nel settore domestico non risente del lockdown - L’emergenza sanitaria non lascia tracce sull’occupazione del settore - Uomini risentono meno della crisi - Donne più esposte alle conseguenze della pandemia - I giovani sentono particolarmente la crisi - Più lavoratori anziani, ma solo per motivi demografici - Oltre metà dei nuovi posti di lavoro possibili solo con gli stranieri - Principalmente i precari perdono il posto di lavoro in seguito al lockdown - La crisi frena l’apprendistato tradizionale - Lavoro interinale cala per normative più severe e lockdown - Il lavoro a chiamata perde solo durante il lockdown - Lavoro parasubordinato: istruzione in calo, sociale in aumento

     
  • Maggio - ottobre 2019

    Maggio - ottobre 2019

    La crescita occupazionale prosegue, ma con meno forza. Disoccupazione stabile al 3% - 20.000 dipendenti in più negli ultimi tre anni - Le statistiche basate sulle liste di disoccupazione non rispecchiano più i trend reali - Sono le imprese medio-piccole a crescere - Mai così tanti stagionali in agricoltura - Rallenta la crescita occupazionale nell’edilizia - Il lavoro nell’industria non cresce più molto - Il commercio all’ingrosso cresce molto di più di quello al dettaglio - Strutture ricettive e ristorative richiedono sempre più manodopera - Altri servizi privati: trainano ICT e ricerca - Occupazione regolare nel settore domestico invariata - Più dipendenti nel sociale grazie a part-time e le donne - Uomini: mansioni operaie crescono più di quelle impiegatizie - Nessun cambiamento di tendenza nell’occupazionale femminile - Quasi un giovane su due lavora d’estate - Oltre un dipendente su sei ha più di 55 anni - Gli stranieri supportano oltre la metà della crescita occupazionale - Il "decreto dignità" ha ridotto significativamente il livello di precarizzazione - Patto per l’apprendistato: Raggiunto il numero prefissato di apprendisti - Lavoro interinale cala per normative più severe - Il settore dei trasporti ricorre al lavoro a chiamata - Lavoro parasubordinato: soprattutto nell’Università e nel sociale

     
  • Novembre 2018 - aprile 2019

    Novembre 2018 - aprile 2019

    La crescita occupazionale prosegue. Meno precari con il ”decreto dignità” - L’occupazione cresciuta in tre anni del 9 percento - Le statistiche basate sulle liste di disoccupazione non rispecchiano più i trend reali - Le imprese più piccole crescono più delle altre - Crescita dell’occupazione invernale in agricoltura sopra la media - Crescita occupazionale nell’edilizia: Non più cosi vertiginosa - Il lavoro nell’industria aumenta ulteriormente - Il commercio all’ingrosso cresce molto di più di quello al dettaglio - Più lavoro stabile nelle strutture ricettive e ristorative - Altri servizi privati: trainano ICT e ricerca - Occupazione regolare nel settore domestico invariata - Meno precarie nelle materne. Più occupati nel sociale - Uomini: mansioni operaie crescono più di quelle impiegatizie - Part-time sostiene la crescita occupazionale femminile - I giovani approfittano della crescita occupazionale - Un dipendente su sei ha più di 55 anni - Gli stranieri supportano oltre un terzo della crescita occupazionale - Il “decreto dignità” contrasta con successo la tendenza alla precarizzazione - Cresce offerta per apprendisti - Lavoro interinale stabile - Lavoro a chiamata aumenta - Lavoro parasubordinato invariato

     
  • Maggio - ottobre 2018

    Maggio - ottobre 2018

    La crescita occupazionale prosegue su alti livelli - L’occupazione cresciuta in tre anni del 10 percento - Meno disoccupati di lunga durata - Una crescita diffusa con poche aziende che si fanno notare - Un raccolto più abbondante dà lavoro a più stagionali agricoli - Crescita nell’edilizia: quasi metà è riconducibile al tunnel del Brennero - Lavoro nell’industria cresce - Il commercio all’ingrosso cresce più della media - Il turismo crea solo occupazione a tempo determinato - Altri servizi privati: il settore ICT è uno dei migliori - Occupazione regolare nel settore domestico invariata - Meno precari nel settore pubblico - Crescita degli uomini sopra la media - Crescita delle donne sotto la media - Occupazione giovanile cresce - L’invecchiamento della popolazione si riflette sul mercato del lavoro - Gli stranieri supportano quasi metà della crescita - Nel settore secondario crescono i contratti a tempo indeterminato. Meno precari nel pubblico - Apprendistato tradizionale positivo - Lavoro interinale in aumento nell’industria - Lavoro a chiamata si stabilizza - Lavoro parasubordinato sostanzialmente invariato

     
  • Novembre 2017 - aprile 2018

    Novembre 2017 - aprile 2018

    La miglior crescita occupazionale da 20 anni a questa parte - L’occupazione cresce oltre il tre percento - In calo gli iscritti in cerca di lavoro - Una crescita diffusa con poche aziende che si fanno notare - Crescita dell’occupazione invernale in agricoltura sotto la media - Edilizia in continua espansione - Lavoro nell’industria cresce - Nel commercio aumenta solo l’occupazione a tempo determinato - Meno lavoro a tempo indeterminato nel turismo - Altri servizi privati: il settore finanziario-assicurativo interrompe il suo calo - Occupazione regolare nel settore domestico cresce sempre meno - Più posti di lavoro nel sociale, soprattutto privato - Record dell’occupazione maschile - Forte crescita delle donne, solo con contratti a termine - L’occupazione giovanile cresce in tutti i settori - L’evidente invecchiamento del mercato del lavoro - Gli stranieri sempre più importanti per il mercato del lavoro - Solo nel settore secondario crescono i contratti a tempo indeterminato - Apprendistato tradizionale positivo - Lavoro interinale in aumento - Lavoro a chiamata sostituisce i voucher - Lavoro parasubordinato cresce solo presso i datori di lavoro privati

     
  • Maggio - ottobre 2017

    Maggio - ottobre 2017

    Il miglior semestre degli ultimi dieci anni - L’occupazione continua a crescere con +3,5% - Senza le novità normative e amministrative il numero di disoccupati iscritti risulterebbe in forte calo - Crescita dell’automotive in Val Pusteria - Un raccolto meno abbondante dà lavoro a meno stagionali agricoli - Il boom dell’edilizia - Lavoro nell’industria cresce soprattutto nell’export - Nuovi posti di lavoro nel commercio sempre più a termine - Creazione di nuovi posti di lavoro: turismo sempre al top - Altri servizi privati: in linea con il trend - Cresce debolmente l’occupazione regolare nel settore domestico - Più posti di lavoro nel sociale, sia pubblico che privato - Piena occupazione per gli uomini - 100.000 lavoratrici dipendenti - Occupazione giovanile cresce più della media - L’evidente invecchiamento del mercato del lavoro - Gli stranieri sempre più importanti per il mercato del lavoro - Una ripresa prevalentemente con contratti a tempo determinato - L’apprendistato tradizionale cresce leggermente - Lavoro interinale aumenta notevolmente - Lavoro a chiamata sostituisce i voucher - Lavoro parasubordinato stabile