Rapporto sul mercato del lavoro

Questa pubblicazione esce due volte l'anno (giugno e dicembre) e offre un ampio rapporto sulla situazione del mercato del lavoro in Provincia di Bolzano e tratta argomenti quali il contesto economico e la struttura occupazionale, il sistema formativo e i lavoratori stranieri. Le informazioni dettagliate contenute nel rapporto in forma di testo, tabelle, grafici e definizioni offrono un quadro semplice e dettagliato della situazione.

  • Novembre 2020 - aprile 2021

    Novembre 2020 - aprile 2021

    Un mercato del lavoro senza turismo, sci - Il mercato del lavoro diviso in due parti, di cui una inesistente - Turismo - La cronologia della crisi: secondo lockdown, ma non per tutti - In agricoltura il livello occupazionale invernale - L’edilizia resiste alla crisi - La crisi grava in maniera eterogenea sul settore manifatturiero - Il commercio al dettaglio subisce la stagione invernale non partita - Un inverno senza turisti - Altri servizi privati in calo - Molte assunzioni temporanee nella sanità - Gli uomini risentono meno della crisi - Le donne più esposte alle conseguenze della pandemia - I giovani sentono particolarmente la crisi - Anche tra gli over 50 la mancata stagione turistica lascia il segno - Il calo di posti di lavoro colpisce di più gli stranieri - Il lockdown distrugge posti di lavoro precari - Apprendistato: pesa molto la cancellazione della stagione invernale - Leggero calo del lavoro interinale - Senza turismo meno contratti - Lavoro parasubordinato: maestri di sci rimasti senza contratto

     
  • Maggio - ottobre 2020

    Maggio - ottobre 2020

    Il mercato del lavoro in balia della pandemia - Il mercato del lavoro paga la pandemia con sei punti percentuali - Il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione attenuano l’ascesa drammatica della disoccupazione - La cronologia della crisi: tra i lockdowns - Residenti e donne sostituiscono gli stranieri durante la raccolta - L’edilizia mostra segni di debolezza, ma resiste alla crisi - Giugno e luglio i mesi più critici nel settore manifatturiero - Il commercio al dettaglio subisce lockdown e restrizioni agli spostamenti - Il turismo torna al livello di cinque anni fa: 25% di ore lavorate in meno - Altri servizi privati in rosso - con alcune eccezioni - Poche supplenze nel settore pubblico - Gli uomini risentono meno della crisi - Le donne più esposte alle conseguenze della pandemia - Crollo dei lavori estivi per i giovani - Tra gli over 50, a maggio e giugno persi 4 posti di lavoro su cento - La crisi colpisce di più gli stranieri - Il lockdown distrugge posti di lavoro precari. Molti non precari in cassa integrazione - L’apprendistato tradizionale tiene nonostante la crisi - Lavoro interinale cala per normative più severe e lockdown - Breve crollo del lavoro a chiamata - Lavoro parasubordinato in forte calo negli istituti d’istruzione privati

     
  • Novembre 2019 - aprile 2020

    Novembre 2019 - aprile 2020

    Il mercato del lavoro contagiato dal Coronavirus - La pandemia deprime la crescita di 2,5 punti percentuali - Ad aprile record di disoccupati iscritti - Lockdown e mercato del lavoro - Occupazione invernale in agricoltura cresce senza sosta - Crescita rallentata nell’edilizia e prospettive incerte - L’occupazione nell’industria non cresce più già da un anno - Il lockdown colpisce di più il commercio al dettaglio di quello all’ingrosso e pertanto più le donne - Un’altra ottima stagione turistica, finita però male - Anche altri servizi privati risentono del lockdown nel turismo - L’occupazione regolare nel settore domestico non risente del lockdown - L’emergenza sanitaria non lascia tracce sull’occupazione del settore - Uomini risentono meno della crisi - Donne più esposte alle conseguenze della pandemia - I giovani sentono particolarmente la crisi - Più lavoratori anziani, ma solo per motivi demografici - Oltre metà dei nuovi posti di lavoro possibili solo con gli stranieri - Principalmente i precari perdono il posto di lavoro in seguito al lockdown - La crisi frena l’apprendistato tradizionale - Lavoro interinale cala per normative più severe e lockdown - Il lavoro a chiamata perde solo durante il lockdown - Lavoro parasubordinato: istruzione in calo, sociale in aumento

     
  • Maggio - ottobre 2019

    Maggio - ottobre 2019

    La crescita occupazionale prosegue, ma con meno forza. Disoccupazione stabile al 3% - 20.000 dipendenti in più negli ultimi tre anni - Le statistiche basate sulle liste di disoccupazione non rispecchiano più i trend reali - Sono le imprese medio-piccole a crescere - Mai così tanti stagionali in agricoltura - Rallenta la crescita occupazionale nell’edilizia - Il lavoro nell’industria non cresce più molto - Il commercio all’ingrosso cresce molto di più di quello al dettaglio - Strutture ricettive e ristorative richiedono sempre più manodopera - Altri servizi privati: trainano ICT e ricerca - Occupazione regolare nel settore domestico invariata - Più dipendenti nel sociale grazie a part-time e le donne - Uomini: mansioni operaie crescono più di quelle impiegatizie - Nessun cambiamento di tendenza nell’occupazionale femminile - Quasi un giovane su due lavora d’estate - Oltre un dipendente su sei ha più di 55 anni - Gli stranieri supportano oltre la metà della crescita occupazionale - Il "decreto dignità" ha ridotto significativamente il livello di precarizzazione - Patto per l’apprendistato: Raggiunto il numero prefissato di apprendisti - Lavoro interinale cala per normative più severe - Il settore dei trasporti ricorre al lavoro a chiamata - Lavoro parasubordinato: soprattutto nell’Università e nel sociale

     
  • Novembre 2018 - aprile 2019

    Novembre 2018 - aprile 2019

    La crescita occupazionale prosegue. Meno precari con il ”decreto dignità” - L’occupazione cresciuta in tre anni del 9 percento - Le statistiche basate sulle liste di disoccupazione non rispecchiano più i trend reali - Le imprese più piccole crescono più delle altre - Crescita dell’occupazione invernale in agricoltura sopra la media - Crescita occupazionale nell’edilizia: Non più cosi vertiginosa - Il lavoro nell’industria aumenta ulteriormente - Il commercio all’ingrosso cresce molto di più di quello al dettaglio - Più lavoro stabile nelle strutture ricettive e ristorative - Altri servizi privati: trainano ICT e ricerca - Occupazione regolare nel settore domestico invariata - Meno precarie nelle materne. Più occupati nel sociale - Uomini: mansioni operaie crescono più di quelle impiegatizie - Part-time sostiene la crescita occupazionale femminile - I giovani approfittano della crescita occupazionale - Un dipendente su sei ha più di 55 anni - Gli stranieri supportano oltre un terzo della crescita occupazionale - Il “decreto dignità” contrasta con successo la tendenza alla precarizzazione - Cresce offerta per apprendisti - Lavoro interinale stabile - Lavoro a chiamata aumenta - Lavoro parasubordinato invariato

     
  • Maggio - ottobre 2018

    Maggio - ottobre 2018

    La crescita occupazionale prosegue su alti livelli - L’occupazione cresciuta in tre anni del 10 percento - Meno disoccuati di lunga durata - Una crescita diffusa con poche aziende che si fanno notare - Un raccolto più abbondante dà lavoro a più stagionali agricoli - Crescita nell’edilizia: quasi metà è riconducibile al tunnel del Brennero - Lavoro nell’industria cresce - Il commercio all’ingrosso cresce più della media - Il turismo crea solo occupazione a tempo determinato - Altri servizi privati: il settore ICT è uno dei migliori - Occupazione regolare nel settore domestico invariata - Meno precari nel settore pubblico - Crescita degli uomini sopra la media - Crescita delle donne sotto la media - Occupazione giovanile cresce - L’invecchiamento della popolazione si riflette sul mercato del lavoro - Gli stranieri supportano quasi metà della crescita - Nel settore secondario crescono i contratti a tempo indeterminato. Meno precari nel pubblico - Apprendistato tradizionale positivo - Lavoro interinale in aumento nell’industria - Lavoro a chiamata si stabilizza - Lavoro parasubordinato sostanzialmente invariato

     
  • Novembre 2017 - aprile 2018

    Novembre 2017 - aprile 2018

    La miglior crescita occupazionale da 20 anni a questa parte - L’occupazione cresce oltre il tre percento - In calo gli iscritti in cerca di lavoro - Una crescita diffusa con poche aziende che si fanno notare - Crescita dell’occupazione invernale in agricoltura sotto la media - Edilizia in continua espansione - Lavoro nell’industria cresce - Nel commercio aumenta solo l’occupazione a tempo determinato - Meno lavoro a tempo indeterminato nel turismo - Altri servizi privati: il settore finanziario-assicurativo interrompe il suo calo - Occupazione regolare nel settore domestico cresce sempre meno - Più posti di lavoro nel sociale, soprattutto privato - Record dell’occupazione maschile - Forte crescita delle donne, solo con contratti a termine - L’occupazione giovanile cresce in tutti i settori - L’evidente invecchiamento del mercato del lavoro - Gli stranieri sempre più importanti per il mercato del lavoro - Solo nel settore secondario crescono i contratti a tempo indeterminato - Apprendistato tradizionale positivo - Lavoro interinale in aumento - Lavoro a chiamata sostituisce i voucher - Lavoro parasubordinato cresce solo presso i datori di lavoro privati

     
  • Maggio - ottobre 2017

    Maggio - ottobre 2017

    Il miglior semestre degli ultimi dieci anni - L’occupazione continua a crescere con +3,5% - Senza le novità normative e amministrative il numero di disoccupati iscritti risulterebbe in forte calo - Crescita dell’automotive in Val Pusteria - Un raccolto meno abbondante dà lavoro a meno stagionali agricoli - Il boom dell’edilizia - Lavoro nell’industria cresce soprattutto nell’export - Nuovi posti di lavoro nel commercio sempre più a termine - Creazione di nuovi posti di lavoro: turismo sempre al top - Altri servizi privati: in linea con il trend - Cresce debolmente l’occupazione regolare nel settore domestico - Più posti di lavoro nel sociale, sia pubblico che privato - Piena occupazione per gli uomini - 100.000 lavoratrici dipendenti - Occupazione giovanile cresce più della media - L’evidente invecchiamento del mercato del lavoro - Gli stranieri sempre più importanti per il mercato del lavoro - Una ripresa prevalentemente con contratti a tempo determinato - L’apprendistato tradizionale cresce leggermente - Lavoro interinale aumenta notevolmente - Lavoro a chiamata sostituisce i voucher - Lavoro parasubordinato stabile

     
  • Novembre 2016 - aprile 2017

    Novembre 2016 - aprile 2017

    Un altro ottimo semestre - L’occupazione continua a crescere con +2,9% - Il numero di disoccupati iscritti cresce per motivi normativi e amministrativi - Crescita dell’automotive in Val Pusteria - Cresce il numero degli occupati in agricoltura - Prosegue la ripresa dell’edilizia - L’export crea lavoro nell’industria - Forte crescita occupazionale nel commercio - Nel turismo un terzo dei nuovi posti di lavoro - Altri servizi privati: tagli del personale bancario - Aumenta ancora l’occupazione regolare nel settore domestico - Il settore pubblico cresce debolmente, amministrativi in calo - L’occupazione maschile cresce in tutti i settori - Occupazione femminile: cresce anche il tempo pieno - L’occupazionale giovanile cresce soprattutto nel commercio e nel turismo - L’incremento degli over 50 solo per metà dovuto all’invecchiamento della popolazione - Stranieri residenti: un terzo dei nuovi posti di lavoro - Jobs act 2016 non lascia il segno. Torna il lavoro a tempo determinato - L’apprendistato tradizionale non cresce - Lavoro interinale tiene la quota mille - Risorge il lavoro a chiamata in seguito all’abolizione dei voucher - Lavoro parasubordinato stabile

     
  • Maggio - ottobre 2016

    Maggio - ottobre 2016

    Un ottimo semestre - Occupazione: la ripresa prosegue con +2,8% - Il numero di disoccupati iscritti cresce per motivi normativi e amministrativi - Un nuovo centro commerciale a Merano e l’automotive a Brunico creano nuove opportunità lavorative - Stagionali agricoli in forte calo - Edilizia in crescita, per la prima volta dal 2007 anche nel comparto non artigianale - Crescita diffusa nel settore manifatturiero trainata dall’export - Prosegue la ripresa occupazionale nel commercio - Occupazione nel turismo continua a “tirare” - Continua la ristrutturazione del settore finanziario – Altri servizi privati sempre in crescita - Forte aumento dell’occupazione regolare nel settore domestico - Il settore pubblico cresce debolmente, ma con meno precari nella scuola e nel sociale - L’occupazione maschile continua a crescere in tutti i settori, tranne che nel pubblico e in agricoltura - Occupazione femminile: continua l’andamento positivo - Occupazione giovanile sale; aumenta il lavoro estivo grazie ai tirocini - Invecchiamento del mercato del lavoro: più di un lavoratore dipendente su quattro ha oltre 50 anni - Occupazione straniera beneficia della ripresa - La crescita porta contratti a tempo determinato, il Jobs Act contrasta il calo di quelli a tempo indeterminato - Apprendistato tradizionale sostanzialmente invariato - Lavoro interinale supera quota mille - Prosegue il calo del lavoro a chiamata - Continua il ridimensionamento del lavoro parasubordinato