Merano

Merano
Vista sulla Muta
Dati Ispettorato forestale Merano
Descrizione Quantità
Superficie 131.500 ha
Altitudine punto più basso: 248 m (Adige presso Andriano)
punto più alto: 3.624 m (Cima nera/Val Senales)
Superficie boschiva 49.000 ha
Precipitazioni 716 mm Merano (2001-2009); 1052 mm Plata (2001-2009)
Comuni 28
Abitanti 96.696 (situazione 2003)
Stazioni forestali 6
Proprietà
Proprietà Percentuale
Bosco privato 67,0 %
Bosco comunale e frazioni 18,0 %
Interessenze 5,0 %
Chiesa 5,0 %
Foreste demaniali 4,5 %
Altri enti 0,5 %

Distribuzione massa legnosa

Organico

  • 34 forestali di cui 3 ufficiali forestali
  • 8 collaboratori amministrativi

Confini geografici

L'ispettorato forestale di Merano comprende la zona centrale lungo l'Adige dalla bassa Val Venosta presso Stava fino ad Andriano. Anche le valli Senales, Passiria e Ultimo, la media montagna da Tesimo e l'altopiano dello "Tschöggelberg" da Avelengo fino a Verano e l'Alta Val di Non rientrano nel bacino idrografico dell'ispettorato forestale di Merano.

I 28 comuni ricadenti nella zona amministrativa forestale dell'Ispettorato sono: Senales, Moso in Passiria, S. Leonardo in Passiria, S. Martino in Passiria, Rifiano, Scena, Caines, Tirolo, Lagundo, Parcines, Naturno, Plaus, Marlengo, Merano, Avenlengo, Verano, Postal, Lana, Cermes, S. Pancrazio, Ultimo, Proves, Lauregno, Senale-S. Felice, Tesimo, Gargazzone, Nalles e Andriano.

Inoltre 6 comuni della Val di Non (Cagno', Revo', Romallo, Cloz, Castelfondo, Fondo) hanno i loro boschi comunali sul territorio della provincia di Bolzano.

Il parco naturale di Tessa si estende totalmente sul territorio di competenza dell'ispettorato forestale di Merano.

Diversità geologiche e botaniche

Il grande dislivello all'interno della stessa area, la zona di passaggio da un clima di tipo alpino interno ad uno alpino medio con alte precipitazioni, diverse peculiarità geologiche con roccia madre compatta, da deposito, in trasformazione hanno agevolato la formazione di un' innumerevole varietà di boschi e piante.Questa varietà si evidenzia con la formazione di boschi di orniello - carpino e boschi di roverella nelle quote più basse lungo l'Adige e boschi di abete rosso – abete bianco e faggio fino ai boschi subalpini di larice ed abete. In generale prevalgono i boschi misti di aghifoglie ed in particolare il bosco di abete rosso montano e subalpino. I boschi di cirmolo sono ridotti a solo un 2% del totale. Una particolarità è il grande popolamento di larice in val Senales e per questo la valle viene chiamata anche la "valle sudtirolese dei larici"

Distribuzione della massa legnosa

La massa legnosa comprendente un totale di circa 9 milioni di m³ di legno è distribuita su ca. 50.000 ha di superficie boschiva (pari a 204vfm/ha). Nel seguente grafico è evidenziata la distribuzione in percentuale delle specie legnose nell'ispettorato forestale Merano (dati 2003):

Distribuzione percentuale delle specie
Specie legnosa Percentuale
Abete rosso 68,9 %
Larice 18,0 %
Pino silvestre 3,7 %
Pino nero 1,7 %
Abete bianco 3,6 %
Aghifoglie 4,0 %

Diagramma distribuzione massa legnosa

Selvicoltura

Grazie all'alta varietà naturale dell'Ispettorato forestale, il lavoro selvicolturale rappresenta una particolare sfida. Vengono studiati e progettati accuratamente diversi tipi di interventi selvicolturali e sistemi di esbosco. Il bosco di roverella e carpino nella parte bassa della vallata ha bisogno di interventi selvicolturali diversi rispetto, ad esempio, al bosco subalpino di larice esposto sul versante del "Sonnenberg" di Naturno e in val Senales. Il bosco di abete rosso-abete bianco e faggio sul picco della Mendola presso Tesimo e Lauregno richiede specifici metodi di intervento per perseguire il principio della durevolezza e mantenimento dei popolamenti. Il fine della selvicoltura dell'Ispettorato forestale è quello di eseguire interventi rispettosi della natura in maniera tale da mantenere un bosco vitale, sano e stabile.

Castagne

Castagne
castagneti sono da conservare

Nelle zone di fondovalle della media valle dell'Adige nei dintorni di Merano, con centro nella media montagna di Tesimo, Foiana, Lana e Marlengo, si trova uno dei più grandi e storicamente importanti castagneti dell'Alto Adige. Esso è parte della tradizionale cultura frutto-vinicola qui molto radicata.
L'Ispettorato di Merano è impegnato in maniera particolare in progetti di rivitalizzazione e cure avvedute per il  rinnovamento dei castagneti, sempre in collaborazione e nell'interesse dei proprietari, al fine di favorire al meglio la conservazione dei castagneti per l'alto valore paesaggistico e culturale che ricoprono.

Lavori in economia dell'Ispettorato forestale

Lavori in economia dell'Ispettorato forestale
nuovo collegamento stradale presso il “Talbauer”

Il tipo di rilievo e l'esposizione a sud consentono la presenza di masi di montagna a quote elevate (oltre i 1800 m.s.l.). Per l'Ispettorato forestale di Merano rappresenta ancora un'interessante sfida il fatto che alcuni masi situati nelle zone più disagevoli non siano ancora collegati alle infrastrutture pubbliche e qui l'ispettorato si è impegnato in particolar modo per i collegamenti stradali (per es. masi della Muta).

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Valle di Sopranes nel parco naturale del Tessa

Nel recente passato é cresciuta l'attenzione per i lavori di valorizzazione paesaggistica, costruzione e mantenimento di infrastrutture ricreative e turistiche.
In questo contesto è da sottolineare come l'Ispettorato forestale di Merano si sia prodigato nel mantenimento e cura dei sentieri del parco naturale del gruppo del Tessa con i suoi 33.500 ha di superficie.

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Costruzione di un bacino antincendio

L'Ispettorato forestale di Merano esegue anche altri lavori in economia: costruzione di strade boschive ed alpicole, costruzione di bacini antincendio, ma anche paravalanghe e parafrane, cure colturali e costruzione di steccati.

Errichtung eines neuen Schindeldaches
Malga di Lazins

Nelle competenze dell'Ispettorato forestale di Merano ricadono oltre 160 malghe, che sono di proprietà privata o consorzi. Il campo di attività va dalla pulizia dei pascoli in economia diretta, alla consulenza nelle migliorie da apportare ai pascoli fino alla costruzione e mantenimento delle infrastrutture.

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Costruzione di un tetto a scandole

Anche gli interventi per la tutela del paesaggio, come ad esempio il risanamento di muri in pietra, vecchi mulini e tetti a scandole fanno parte delle attività di lavoro in economia diretta svolte dall’Ispettorato che cerca di dare anche consulenza ed autorizzazioni con una particolare attenzione alla tradizione ed all’aspetto paesaggistico.