Un patto per l'integrazione

Convivere in Alto Adige. Un passo per l'integrazione

Negli ultimi decenni l'Alto Adige si è arricchito sia dal punto di vista linguistico che culturale grazie all'immigrazione di nuovi cittadini e cittadine. Tale crescente diversità genera nuove opportunità e potenzialità, ma anche sfide per la #convivenza nella nostra provincia.

Nel 2011, con la legge provinciale "Integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri", sono state poste le basi per il futuro lavoro d'integrazione in Alto Adige.

In conformità ai predetti principi legislativi, siamo ora chiamati a riflettere su come gestire al meglio questa nuova convivenza alla luce dei mutamenti avvenuti. A tal fine sarà necessario un processo attivo e inclusivo che veda il coinvolgimento, nonché il sostegno, di tutti i cittadini e le cittadine e che sfocerà in un #patto condiviso, che - come per ogni forma di convivenza - definisca i reciproci obblighi e diritti. Per questo motivo io, in qualità di assessore, vorrei introdurre un patto per l'integrazione in Alto Adige, che contenga principi e obiettivi socialmente riconosciuti, per favorire la convivenza all'insegna della diversità. Inoltre esso costituirà la base per il futuro lavoro d'integrazione in Alto Adige. Il patto per l'integrazione sorge all'interno di un processo strutturato che vede coinvolti soggetti ed esperti economici e sociali della nostra società:

Per assicurare che il Patto per l'integrazione goda di un ampio consenso e che anche in futuro persone con o senza background migratorio collaborino allo sviluppo del lavoro d'integrazione in Alto Adige, si richiede anche la Sua gentile #opinione. La invito, quindi, cortesemente a rispondere alle domande sottostanti, affinché anche il Suo contributo concorra alla realizzazione di tale processo.

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