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Caso 1
Gutenberg e la stampa a caratteri mobili
Caso 2
La censura su Internet
Caso 3
I social network
Caso 4
L’opinione pubblica e la nascita dei giornali d’informazione
Tema n.1
Le tecnologie trasformano lentamente conoscenza e la cultura
Tema n.2
Il controllo  del potere sull'informazione
Tema n.3
I diritti individuali e la libertà
Tema n.4
I mezzi tecnici influenzano la partecipazione e la democrazia 
Tema n.5
Le forme della socializzazione: come le persone interagiscono e si scambiamo le idee
Tema n.6
La resistenza all’innovazione



Il pericolo della tirannide della maggioranza a scapito delle minoranze


Alexis de Tocqueville, nel suo “Democrazia in America” (1835), richiama l’attenzione sui pericoli di una vera e propria tirannide della pubblica opinione ai danni delle minoranze e dei dissenzienti. Sostiene, infatti Tocqueville, che mano a mano che i cittadini diventano più uguali e più simili, aumenta la disposizione di ciascuno ad identificarsi nella massa e a credere in essa, e quindi il pubblico “viene a godere di un singolare potere: non fa valere le proprie opinioni attraverso la persuasione, ma la impone attraverso una gigantesca pressione dello spirito di tutti sull’intelligenza di ciascuno”.
Questa critica dell’opinione pubblica è ripresa da John Stuart Mill nel suo “La libertà” in cui arriva ad affermare: “L’Europa sta avanzando verso l’ideale di rendere tutti gli uomini uguali; classi e individui che diventano di giorno in giorno più simili. La gente oggi legge le stesse cose, ascolta le stesse cose, vede le stesse cose, va negli stessi posti, ecc. Sorge un’opinione pubblica con gli stessi gusti, gli stessi pensieri, gli stessi sentimenti, le stesse esigenze, le stesse aspirazioni, lo stesso stile di vita. E a tale opinione pubblica gli uomini politici devono adeguarsi, pena il venir meno del consenso”.



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