FAQ

Lista delle domande e risposte frequenti

[Mediazione al lavoro]

Come deve essere predisposto l'istanza per ottenere la convocazione della commissione di certificazione ?

L'istanza riguardante la certificazone di un contratto di lavoro deve essere redatto per iscritto con il relativo bollo, in modo consono delle parti contrattuali e con la loro sottoscrizione. Per il decreto da emanare deve essere allegato un'altro bollo del valore di Euro 16. Inoltre l'istanza deve contenere l'indicazione espressa degli effetti civili, amministrativi, previdenziali o fiscali in relazione ai quali le parti chiedono la certificazione, e del contratto sottiscritto dalle parti, contenete i dati anagrafici e fiscali delle stesse. Devono essere allegate tre copie del contratto, sottoscirtte in originale, che si intende certificare, oltre ad una copia del documento d'identità dei firmatari.

  • Numero:  415
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 109 146 No

[Mediazione al lavoro]
Quali competenze ha la commissione per la certificazione dei contratti di lavoro ?

La commissione di certificazione è competente a certificare i contratti di lavoro stipulati da datori di lavoro o committenti che hanno la sede o una loro dipendenza nel territorio della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, presso la quale sarà addetto il lavoratore contrente o si volgerà l'appalto.

  • Numero:  416
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 121 120 No

[Mediazione al lavoro]
Quando viene rilasciata la certificazione dalla commissione ?

Dopo che la commissione ha verificato l'effettiva sussistenza dei caratteri essenziali della tipologia contrattuale di riferimento con la forma contrattuale che le parti intendono sottoporre al vaglio, la commissione rilascia la certificazione. La commissione valuta il contratto da certificare e la dichiarazione delle parti. In questo senso vengono osservati i criteri previsti dalla legislazione vigente, le disposizioni amministrative, la contrattazione collettiva, la giurisprudenza consolidata e la dottrina dominante.

  • Numero:  417
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 111 114 No

[Mediazione al lavoro]

Quale forme di certificazione sono previste dall'articolo 2 del DPR 14 settembre 2011, n. 177, e successive modifiche ed integrazioni?

L'articolo 2, comma 1, lettera c della norma citata prevede che il contratto di lavoro di dipendenti che non sono occupati con contratti di lavoro di natura subordinata ma con altre forme occupazionali e svolgono attività di lavoro in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti deve essere preventivamente certificato dalla commissione di certificazione. Articolo 2, comma 2 prevede invece che il ricorso a subappalti che hanno per oggetto attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti non sono ammessi se non certificati. 

  • Numero:  418
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 129 147 No

[Mediazione al lavoro]

Dove vengono conservati i contratti certifcati ?

I contratti certificati sono conservati presso l'ufficio servizio lavoro per cinque anni dalla data di estinzione del contratto certificato.

  • Numero:  419
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 95 116 No

[Mediazione al lavoro]

Sussiste la possibilitá per una società la cui sede legale si trova in uno stato membro della CEE di inviare lavoratori tramite un contratto di somministrazione ad una società italiana ?

La possibilità sussiste. Tuttavia, in base agli articoli 4 e 5 del dlgs. n. 276/03 allo stato attuale è necessario un'autorizzazione del ministero del lavoro e della previdenza sociale, Direzione Generale per l'impiego, Div. I, Via Fornovo, 8, 00192 Roma. La risposta trova la sua motivazione nel fatto che l'impresa utilizzatrice si trova in Italia e nel fatto che i lavoratori svolgeranno le loro mansioni nel territorio italiano. La presente fattispecie non è stata ancora regolata da norme della CEE (diritto sovranationale) e da sentenze della Corte di Giustizia Europea. Pertanto la materia è disciplinata dagli articoli 4 e 5 del dlgs. n. 276/2003.

  • Numero:  430
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 108 82 No

[Mediazione al lavoro]

Dove deve essere trattata l'istanza per l'autorizzazione provvisoria all'esercizio delle attività per le quali viene fatta richiesta di autorizzazione ?

L'istanza viene inoltrata presso il Ministero del lavoro e previdenza sociale, Direzione generale per l'impiego, Div. I, Via Fornovo, 8, in 00192 Roma. L'istanza per ottenere l'autorizzazione provvisoria per condurre un'agenzia del lavoro avente per oggetto la mediazione lavoro, la ricercha e selezione del personale a livello locale, può essere inoltrata all'ufficio servizio lavoro della Provincia Autonoma di Bolzano, in Via Canonico Michael Gamper 1, in 39100 Bolzano.

  • Numero:  440
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 117 82 No

[Mediazione al lavoro]

Quali attività possono essere espletati dalle agenzie per il lavoro private ?

Le agenzie del lavoro possono essere operativi sul campo a) della somministrazione di lavoro che prevede la fornitura professionale di manodopera, a tempo indeterminato o a termine, b) sul campo della intermediazione che comprende l'attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro, anche in relazione all'inserimento lavorativo dei disabili e dei gruppi di lavoratori svantaggiati, compresiva tra l'altro la raccolta dei curricula dei potenziali lavoratori, della preselezione e costituzione di relativa banca dati, della promozione e gestione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro, della eggetuazione, su richesta del committente di tutte le comunicazioni conseguenti alle assunzioni avvenute a seguito dell' attività di intermediazione, dell'orientamento professionale, della progettazione ed ed erogazione di attività formative finalizzate all'inserimento lavorativo, c) sul campo della ricerca e selezione del personale che comprende l'attività di consulenza di direzione finalizzata alla risoluzione di una specifica esigenza dell'organizzazione committente, attraverso l'individuazione di candidature idonee a ricoprire una o più posizioni, formazione della rosa di candidature maggiormente idonee d) sul campo del supporto alla ricollocazione professionale che prevede un'attività su specifico ed esclusivo incarico dell'organizzazione committente, anche in base ad accordi sindacali, finalizzata alla ricollocazione nel mercato dellavoro di prestatori di lavoro.

  • Numero:  450
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 123 129 No

[Mediazione al lavoro]

Come è suddiviso l'albo per le agenzie private presso il ministero del lavoro ?

Ai sensi dell'articolo 4 del dlgs. n. 276/2003 presso il Ministero del lavoro è previsto un albo contenente 5 sezioni per le agezie per il lavoro private. La sezione 1 riguarda le agenzie di somministrazione di lavoro abilitate allo svolgimento di tutte le attività della somministrazione (di cui all'articolo 20 del dlgs. n. 276/2003). La sezione 2 rigurada la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato abilitate a svolgere esclusivamente una delle attività specifiche di cui all'articolo 20, comma 3, lettera da a) a h). La sezione 3 riguarda l'agenzia di intermediazione. La sezione 4 riguarda invece le agenzie di ricerca e selezione del personale. Infine l'agenzia 5 prevede le agenzie di supporto alla ricollocazione professionale

  • Numero:  451
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 81 117 No

[Mediazione al lavoro]

Quali autorizzazioni possono chiedere agenzie per il lavoro a livello provinciale ?

A livello provinciale possono essere rilasciate le autorizzazioni per agenzie che sono attive nel campo dell'intermediazione (sezione 1), nel campo della ricerca e selezione di personale (sezione 2) e che sono attivi nel supporto al ricollocamento professionale (sezione 3). L'autorizzazione per le agenzie del lavoro può essere concessa a livello locale in base all'articolo 6, comma 3 del decreto legislativo n. 276/2003.

  • Numero:  461
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 73 74 No

[Mediazione al lavoro]

Chi provvede al rilascio dell'autorizzazione provvisoria e quella a tempo indeterminato per le agenzie di intermediazione di lavoro, per le agenzie di ricerca e selezione di personale, per le agenzie di supporto al ricollocamento professionale ?

L'autorizzazione provvisoria e quella a tempo indeterimanto viene rilasciata dal direttore ovvero dalla direttrice della Ripartizione Lavoro.

  • Numero:  462
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 75 76 No

[Mediazione al lavoro]

Quanto tempo dura l'autorizzazione provvisoria e quando è possibile per la parte istante chiedere l'autorizzazione a tempo indeterminato?

L'autorizzazione provvisoria ha una validità di due anni, decorsi i quali l'agenzia interessata ha 30 giorni di tempo per richiedere il rialscio di un'autorizzazione a tempo indeteriminato. La Ripartizione provinciale Lavoro verifica se l'attività svolta durante il periodo d'autorizzazione provvisoria sia stata corretta e, in caso di esito positivo della verfica, rilascia l'autorizzazione a tempo indeterminato entro 60 giorni.

  • Numero:  463
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 63 76 No

[Mediazione al lavoro]

Quali requisiti sono richiesti per le agenzie che vogliono essere attive sul campo dell'intermediazione di lavoro, della ricerca e selezione di personale e nell'area di supporto al ricollocamento professionale?

Fondamentalmente devono sussistere i requisiti economici ed organizzativi. Le agenzie che vogliono essere attive sul campo dell'intermediazione di lavoro devono costituirsi in forma di società di capitali, ovvero di cooperativa con un capitale sociale versato di meno di Euro 50.000.- La sede legale o una sua dipendenza deve trovarsi in Italia o in un altro Stato membro dell'Unione europea. L'attvitià di intermediazione al lavoro deve costituire l'oggetto sociale prevalente. Per quanto riguarda il personale devono essere attivi tre unità di lavoro qualificate nella sede principale e 1,5 unità di lavoro qualificate in eventuali sedi secondarie. Le agenzie che vogliono essere attive nell'area della ricerca e della selezione di personale devono essere costituiti in forma di società di capitali o società di persone ovvero in forma di una cooperativa o di un consorzio di cooperative con un capitale sociale di Euro 25.000.- La sede legale o una sua dipendenza devono trovarsi in Italia o in un altro stato membro dell'Unione europea. L'attività di ricerca e selezione del personale non deve necessariamente costituire l'oggetto sociale esclusivo. Per quanto riguarda il personale devono essere attivi due unità di lavoro qualificate nella sede principale ed un'unità di lavoro qualificata in eventuali sedi secondarie. Le agenzie che voglione essere attive nell'area di supporto al ricollocamento professionale devono essere costitute in forma di società di capitali o società di persone, ovvero in forma di una cooperativa o di un consorzio di cooperative con un capitale sociale versato non inferiore a Euro 25.000.- L'attività di supporto al ricollocamento professionale non deve costituire necessariamente l'oggetto sociale esclusivo. Per quanto riguarda il personale devono essere attivi due unità di lavoro qualificate nella sede principale e una unità di lavoro qualificata in eventuale sedi secondarie.

  • Numero:  464
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 73 79 No

[Controversie di lavoro]

Quali termini sono previsti dalla nuova normativa in materia di impugnazione di un licenziamento?

Ai sensi dell'articolo 6 della legge del 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dall'articolo 1, comma 38, della legge 28 giugno 2012, n. 92, il licenziamento deve essere impugnato entro il termine di 60 giorni con forma scritta. Se l'oggetto dell'impugnazione riguarda la nullità del termine, ai sensi degli articoli 1, 2 e 4 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e successive modfiche ed integrazioni, il termine di impugnazione che decorre dalla cessazione del contratto è fissato in 120 giorni. L'impugnazione può essere seguita, entro il successivo termine di 180 giorni, dal ricorso in tribunale o dalla richiesta del tentativo di conciliazione presso l'Ufficio servizio lavoro. Se la controparte non aderisce al tentativo o la conciliazione ha esito negativo, il ricorso al giudice deve essere depositato entro 60 giorni. Attenzione: per i licenziamenti intimati prima dell'entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro (18 luglio 2012), trova applicazione il vecchio termine di 270 giorni (invece di 180) per presentare ricorso in tribunale o richiedere il tentativo di conciliazione (articolo 1, comma 39, della legge 28 giugno 2012, n. 92).

  • Numero:  420
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 13.8.2019

Questa risposta è stata utile? 238 253 No

[Controversie di lavoro]
Quale tipo di prescrizione opera per crediti retributivi di carattere stagionale?

I crediti retributivi di carattere periodico sono assoggettati, secondo l'opinione ormai consolidata, alla prescrizione estintiva quinquennale prevista dall'articolo 2948, n. 4 del codice civile che riguarda, in genere, tutto ciò che deve essere pagato con periodicità annuale o infra annuale. 

  • Numero:  421
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 13.9.2019

Questa risposta è stata utile? 227 196 No

[Controversie di lavoro]
Da quale momento decorre la prescrizione per i crediti retributivi che derivano da un rapporto di lavoro subordinato?

Il codice civile non contiene previsioni specifiche in ordine alla decorrenza della prescrizione dei crediti dervanti dal rapporto di lavoro subordinato. La sentenza della Corte Costituzionale 10 giugno 1966, n. 63 ha stabilito invece che la prescrizione del diritto alla retribuzione non decorre dal momento della sua maturazione e pertanto non durante il rapporto di lavoro, ma solo dalla cessazione del rarpporto.

  • Numero:  422
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 13.8.2019

Questa risposta è stata utile? 177 177 No

[Controversie di lavoro]

Una prescrizione quinquennale viene interrotta tramite raccomandata nel quarto anno. La relativa pretesa è soggetta alla prescrizione, se nei cinque anni successivi non si agisce?  

Se viene fatta valere una pretesa attraverso un atto stragiudiziale (entro il periodo di prescrizione) la prescrizione viene interrotta e incomincia nuovamente a decorrere. Se viene invece fatta valere una pretesa con un atto giudiziario (all'interno del periodo di prescrizione) la prescrizione non corre sino fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio.  

  • Numero:  423
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 13.8.2019

Questa risposta è stata utile? 174 164 No

[Controversie di lavoro]

È possibile che la commissione di conciliazione possa definre una vertenza di lavoro anche in veste di collegio abitrale?

La possibilità sussiste. Durante il procedimento di conciliazione le parti possono conferire alla commissione il mandato di definre l'oggetto della vertenza in veste di organo abitrale (arbitrato rituale). Le parti indicano le norme giuridiche sulle quali si basano le azioni e le azioni riconvenzionali. Inoltre chiedono espressamente che il lodo venga espresso secondo il principio dell'equità e i principi dell'ordinamento giuridico e quello dell'unione europea. Il lodo arbitrale deve essere espresso entro 60 giorni. Se il termine indicato viene superato il mandato è inteso come revocato, salvo che le parti concedano espressamente al collegio un ulteriore termine.

  • Numero:  450
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 13.8.2019

Questa risposta è stata utile? 194 173 No

[Controversie di lavoro]

Quali sono le principali novità del "Collegato lavoro" in materia di conciliazione?

L’art. 31 della l. 4 novembre 2010, n. 183, entrata in vigore il 24 novembre 2010 (cd. “Collegato lavoro”), ha introdotto alcune importanti modifiche al regime della conciliazione delle controversie di lavoro. Queste le principali novità: 1) il tentativo di conciliazione è divenuto facoltativo; 2) il procedimento è lo stesso per il settore privato e per quello pubblico (abrogazione del tentativo di conciliazione per il settore pubblico di cui al c. lgs. 165/2001); 3) l’istanza dev’essere notificata non solo all’Ufficio servizio lavoro, ma anche alla parte convenuta; 4) l’Ufficio servizio lavoro convoca le parti soltanto se il convenuto si costituisce entro 20 giorni dalla notifica dell’istanza; 5) in caso di mancato accordo la commissione di conciliazione formula una proposta, che viene messa a verbale con le valutazioni delle parti; 6) il giudice tiene conto di un eventuale rifiuto della proposta senza adeguata motivazione; 7) durante il tentativo di conciliazione o al termine del suo svolgimento le parti possono attribuire alla commissione il mandato a risolvere la lite in via arbitrale, indicando il termine per l’emanazione del lodo, le norme invocate e l’eventuale richiesta di decidere secondo equità.

Controversie di lavoro
  • Numero:  460
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 13.8.2019

Questa risposta è stata utile? 147 266 No

[Controversie di lavoro]
Che differenza c’è tra conciliazione e arbitrato?

Si tratta in entrambi i casi di procedure facoltative alternative al giudizio; ma mentre nell’arbitrato la decisione (lodo) è affidata a terzi, gli arbitri, nella conciliazione sono le parti a decidere. L’arbitrato si conclude con il lodo, che ha efficacia vincolante per le parti; la conciliazione può concludersi con un accordo o con un mancato accordo tra le parti: solo il primo è vincolante, mentre il mancato accordo lascia la strada aperta al giudizio.

  • Numero:  465
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 13.8.2019

Questa risposta è stata utile? 167 180 No

[Mobilità]

In quali casi è possibile chiedere l’anticipazione dell’indennità di mobilità?

È possibile chiedere un’anticipazione delle mensilità non ancora godute per intraprendere un’attività autonoma o una libera professione intellettuale oppure per associarsi in cooperativa. Il lavoratore che esercita tale facoltà viene cancellato dalla lista di mobilità.

  • Numero:  420
  • Autore: PR
  • Ultima modifica: 12.7.2017

Questa risposta è stata utile? 90 122 No

[Mobilità]

Cosa succede se si è iscritti in lista di mobilità e ci si associa in cooperativa con richiesta di anticipazione dell'indennità di mobilità?

Bisogna distinguere le seguenti ipotesi (v. circolare INPS n. 67 del 14.04.2011). Instaurazione con la cooperativa un rapporto di lavoro subordinato: il lavoratore viene cancellato dalla lista di mobilità; deve restituire l’anticipazione solo se entro 24 mesi dalla corresponsione instaura un rapporto di lavoro subordinato con un soggetto diverso dalla cooperativa. La cooperativa non può fruire degli incentivi connessi all’instaurazione del rapporto di lavoro subordinato, previsti dall’art. 8, commi 2 e 4, e dall’art. 25, comma 9, della legge 223/1991.                                  Instaurazione con la cooperativa un rapporto di lavoro autonomo: il lavoratore viene cancellato dalla lista di mobilità; deve restituire l’anticipazione se entro 24 mesi dalla corresponsione instaura un rapporto di lavoro subordinato.

  • Numero:  424
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 14.8.2019

Questa risposta è stata utile? 109 78 No

[Mobilità]

Cosa succede se si è iscritti in lista di mobilità e ci si associa in cooperativa senza richiesta di anticipazione dell'indennità di mobilità?

Bisogna distinguere le seguenti ipotesi (v. circolare INPS n. 67 del 14.04.2011). Instaurazione con la cooperativa di un rapporto di lavoro subordinato: se il rapporto è a tempo parziale (determinato o indeterminato) o a tempo pieno e determinato, la prestazione viene sospesa e si rimane iscritti nella lista; se il rapporto è a tempo pieno e indeterminato si viene cancellati dalla lista di mobilità. La cooperativa può fruire degli incentivi connessi all’instaurazione del rapporto di lavoro subordinato, previsti dall’art. 8, commi 2 e 4, e dall’art. 25, comma 9, della legge 223/1991. Instaurazione con la cooperativa un rapporto di lavoro autonomo: se il reddito derivante da tale rapporto è inferiore alla soglia della no tax area (4.800 euro annui per il lavoro autonomo, 8.000 per le collaborazioni coordinate e continuative) si continua a percepire l’indennità di mobilità nei limiti previsti dall’art. 9 comma 9 della legge n. 223/1991; in caso contrario si viene cancellati dalla lista di mobilità.

  • Numero:  425
  • Autore: PR
  • Ultima modifica: 12.7.2017

Questa risposta è stata utile? 79 77 No

[Comunicazione obbligatoria unificata dei rapporti di lavoro]
Upload – Che dimensione massima può raggiungere il file zip da inviare tramite upload?
Il file zip può avere una dimensione massima di 1 Mb.
  • Numero:  420
  • Autore: fm
  • Ultima modifica: 24.11.2008

Questa risposta è stata utile? 457 470 No

[Comunicazione obbligatoria unificata dei rapporti di lavoro]
Upload – Se un file zip con diverse comunicazioni ne contiene una errata viene rigettato? Quando?
Un file zip contenente anche una sola comunicazione errata viene completamente rigettato al termine del tentativo di upload, quando viene mostrata la lista di tutte le comunicazioni con la segnalazione dell’errore. Una volta corretto l’errore è necessario rieseguire l’upload dell’intero file zip.
  • Numero:  430
  • Autore: fm
  • Ultima modifica: 24.11.2008

Questa risposta è stata utile? 360 461 No