FAQ

Lista delle domande e risposte frequenti

[Tirocini estivi di orientamento e tirocini di formazione e orientamento]

Quanti tirocinanti puó impiegare un' azienda?

Valgono le seguenti regole: il numero dei tirocinanti dipende dalla dimensione della struttura ospitante. Con 0 fino a 5 dipendenti è possibile ospitare 1 tirocinante. Se una struttura ospitante ha tra 6 e 19 dipendenti, potrà ospitare 2 tirocinanti e con 20 e più dipendenti la struttura ospitante potrà ospitare tirocinanti in misura non superiore al 10% del numero di tali dipendenti. È importante notare che contratti di apprendistato e contratti di lavoro parasubordinati nonchè contrattti per lavoro a chiamata non possono essere considerati per il calcolo per la concessione di tirocini.

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  • Numero:  500
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Contratti estivi per studenti (accordi settoriali)]
  • Numero:  500
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Sussiste la possibilitá per una società la cui sede legale si trova in uno stato membro della CEE di inviare lavoratori tramite un contratto di somministrazione ad una società italiana ?

La possibilità sussiste. Tuttavia, in base agli articoli 4 e 5 del dlgs. n. 276/03 allo stato attuale è necessario un'autorizzazione del ministero del lavoro e della previdenza sociale, Direzione Generale per l'impiego, Div. I, Via Fornovo, 8, 00192 Roma. La risposta trova la sua motivazione nel fatto che l'impresa utilizzatrice si trova in Italia e nel fatto che i lavoratori svolgeranno le loro mansioni nel territorio italiano. La presente fattispecie non è stata ancora regolata da norme della CEE (diritto sovranationale) e da sentenze della Corte di Giustizia Europea. Pertanto la materia è disciplinata dagli articoli 4 e 5 del dlgs. n. 276/2003.

  • Numero:  430
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Dove deve essere trattata l'istanza per l'autorizzazione provvisoria all'esercizio delle attività per le quali viene fatta richiesta di autorizzazione ?

L'istanza viene inoltrata presso il Ministero del lavoro e previdenza sociale, Direzione generale per l'impiego, Div. I, Via Fornovo, 8, in 00192 Roma. L'istanza per ottenere l'autorizzazione provvisoria per condurre un'agenzia del lavoro avente per oggetto la mediazione lavoro, la ricercha e selezione del personale a livello locale, può essere inoltrata all'ufficio servizio lavoro della Provincia Autonoma di Bolzano, in Via Canonico Michael Gamper 1, in 39100 Bolzano.

  • Numero:  440
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Quali attività possono essere espletati dalle agenzie per il lavoro private ?

Le agenzie del lavoro possono essere operativi sul campo a) della somministrazione di lavoro che prevede la fornitura professionale di manodopera, a tempo indeterminato o a termine, b) sul campo della intermediazione che comprende l'attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro, anche in relazione all'inserimento lavorativo dei disabili e dei gruppi di lavoratori svantaggiati, compresiva tra l'altro la raccolta dei curricula dei potenziali lavoratori, della preselezione e costituzione di relativa banca dati, della promozione e gestione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro, della eggetuazione, su richesta del committente di tutte le comunicazioni conseguenti alle assunzioni avvenute a seguito dell' attività di intermediazione, dell'orientamento professionale, della progettazione ed ed erogazione di attività formative finalizzate all'inserimento lavorativo, c) sul campo della ricerca e selezione del personale che comprende l'attività di consulenza di direzione finalizzata alla risoluzione di una specifica esigenza dell'organizzazione committente, attraverso l'individuazione di candidature idonee a ricoprire una o più posizioni, formazione della rosa di candidature maggiormente idonee d) sul campo del supporto alla ricollocazione professionale che prevede un'attività su specifico ed esclusivo incarico dell'organizzazione committente, anche in base ad accordi sindacali, finalizzata alla ricollocazione nel mercato dellavoro di prestatori di lavoro.

  • Numero:  450
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Come è suddiviso l'albo per le agenzie private presso il ministero del lavoro ?

Ai sensi dell'articolo 4 del dlgs. n. 276/2003 presso il Ministero del lavoro è previsto un albo contenente 5 sezioni per le agezie per il lavoro private. La sezione 1 riguarda le agenzie di somministrazione di lavoro abilitate allo svolgimento di tutte le attività della somministrazione (di cui all'articolo 20 del dlgs. n. 276/2003). La sezione 2 rigurada la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato abilitate a svolgere esclusivamente una delle attività specifiche di cui all'articolo 20, comma 3, lettera da a) a h). La sezione 3 riguarda l'agenzia di intermediazione. La sezione 4 riguarda invece le agenzie di ricerca e selezione del personale. Infine l'agenzia 5 prevede le agenzie di supporto alla ricollocazione professionale

  • Numero:  451
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Quali autorizzazioni possono chiedere agenzie per il lavoro a livello provinciale ?

A livello provinciale possono essere rilasciate le autorizzazioni per agenzie che sono attive nel campo dell'intermediazione (sezione 1), nel campo della ricerca e selezione di personale (sezione 2) e che sono attivi nel supporto al ricollocamento professionale (sezione 3). L'autorizzazione per le agenzie del lavoro può essere concessa a livello locale in base all'articolo 6, comma 3 del decreto legislativo n. 276/2003.

  • Numero:  461
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Chi provvede al rilascio dell'autorizzazione provvisoria e quella a tempo indeterminato per le agenzie di intermediazione di lavoro, per le agenzie di ricerca e selezione di personale, per le agenzie di supporto al ricollocamento professionale ?

L'autorizzazione provvisoria e quella a tempo indeterimanto viene rilasciata dal direttore ovvero dalla direttrice della Ripartizione Lavoro.

  • Numero:  462
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Quanto tempo dura l'autorizzazione provvisoria e quando è possibile per la parte istante chiedere l'autorizzazione a tempo indeterminato?

L'autorizzazione provvisoria ha una validità di due anni, decorsi i quali l'agenzia interessata ha 30 giorni di tempo per richiedere il rialscio di un'autorizzazione a tempo indeteriminato. La Ripartizione provinciale Lavoro verifica se l'attività svolta durante il periodo d'autorizzazione provvisoria sia stata corretta e, in caso di esito positivo della verfica, rilascia l'autorizzazione a tempo indeterminato entro 60 giorni.

  • Numero:  463
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Quali requisiti sono richiesti per le agenzie che vogliono essere attive sul campo dell'intermediazione di lavoro, della ricerca e selezione di personale e nell'area di supporto al ricollocamento professionale?

Fondamentalmente devono sussistere i requisiti economici ed organizzativi. Le agenzie che vogliono essere attive sul campo dell'intermediazione di lavoro devono costituirsi in forma di società di capitali, ovvero di cooperativa con un capitale sociale versato di meno di Euro 50.000.- La sede legale o una sua dipendenza deve trovarsi in Italia o in un altro Stato membro dell'Unione europea. L'attvitià di intermediazione al lavoro deve costituire l'oggetto sociale prevalente. Per quanto riguarda il personale devono essere attivi tre unità di lavoro qualificate nella sede principale e 1,5 unità di lavoro qualificate in eventuali sedi secondarie. Le agenzie che vogliono essere attive nell'area della ricerca e della selezione di personale devono essere costituiti in forma di società di capitali o società di persone ovvero in forma di una cooperativa o di un consorzio di cooperative con un capitale sociale di Euro 25.000.- La sede legale o una sua dipendenza devono trovarsi in Italia o in un altro stato membro dell'Unione europea. L'attività di ricerca e selezione del personale non deve necessariamente costituire l'oggetto sociale esclusivo. Per quanto riguarda il personale devono essere attivi due unità di lavoro qualificate nella sede principale ed un'unità di lavoro qualificata in eventuali sedi secondarie. Le agenzie che voglione essere attive nell'area di supporto al ricollocamento professionale devono essere costitute in forma di società di capitali o società di persone, ovvero in forma di una cooperativa o di un consorzio di cooperative con un capitale sociale versato non inferiore a Euro 25.000.- L'attività di supporto al ricollocamento professionale non deve costituire necessariamente l'oggetto sociale esclusivo. Per quanto riguarda il personale devono essere attivi due unità di lavoro qualificate nella sede principale e una unità di lavoro qualificata in eventuale sedi secondarie.

  • Numero:  464
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Quali presupposti dal punto di vista del diritto penale devono sussitere per amministratori, direttori generali, dirigenti muniti di rappresentanza e per i soci accomandatari che intendano svolgere la loro attività presso un'agenzia al lavoro?

Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti muniti di rappresentanza ed i soci accomandatari non devono aver subito condanne penali, anche non definitive, per delitti contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro l'economia pubblica, per il delitto previsto dall'art. 416bis del codice penale, o per delitti colposi per i quali la legge prevede la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni di cui alle leggi per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o in materia di lavoro o di previdenza sociale. Tuttavia, essi non possono essere stati assoggettati alle sanzioni sostitutive di cui alla legge n. 689/1981. Non devono in alcun modo essere sottoposti alle misure di prevenzione disposte ai sensi della legge n. 1423/1956, della legge n. 575/1965 e della legge n. 646/1982.

  • Numero:  467
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Che cosa si intende per contratto di solidarietà?

I contratti di solidarietà sono accordi sindacali che prevedono la riduzione dell'orario giornaliero, settimanale o mensilie con la conseguente riduzione della retribuzione. I contratti di solidarietà possono essere applicati da cooperative di lavoro e produzione, imprese industriali con più di 15 occupati, imprese commerciali con più di 50 occupati, imprese di pulizia, case editrici e agenzie di stampa di quotidiani e riviste periodiche, agenzie di vigilanza, agenzie turistiche e di viaggi a determinate condizioni. Le imprese che non sono soggette al campo di applicazione della CIGS non possono più chiedere l'applicazione della cosidetta piccola solidarietà.  I contratti di solidarietà possono essere estesi ad operai, impiegati, quadri, lavoratori, apprendisti, soci di cooperative e di produzione e lavoro. Aziende che rientrano nel campo di applicazione della CIGS concludono un accordo sindacale con le rappresentanze sindacali e trasmettono la domanda al Ministero del Lavoro.  La retribuzione dell'orario non svolto non può esssere superiore al 60%.

  • Numero:  468
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Che cosa si intende per la cassa integrazione straordinaria?

La cassa integrazione straordinaria è una prestazione finanziaria dell'INPS rivolta alle imprese che si trovano in seria crisi aziendali, che sono intenzionate a procedere ad una ristrutturazione (riorganizzazione o riconversione aziendale). La CIGS può essere estesa alle imprese industriali comprese quelle edili e lapidee, cooperative di produzione e lavoro con più di 15 occupati, imprese commerciali con più di 50 dipendenti, imprese di pulizia, agenzie di stampa e editrici di quotidiani o periodici, agenzie di sorveglianza, agenzie turistiche e di viaggi a determiante condizioni. I lavoratori interessati possono essere operai, impiegati, intermedi e quadri con un'anzianità di servizio di almeno 90 giorni dalla data della richiesta anche se occupati con contratto a termine. Sono esclusi i dirigenti, apprendisti, e i lavoratori a domicilio. Il datore di lavoro deve informare le rappresentanze sindacali. Segue l'esame congiunto presso la ripartizione lavoro, ufficio servizio lavoro per le imprese che sono collocate sul territorio provinciale. La domanda deve essere invece presentata presso il Ministero del Lavoro, se l'impresa ha unità produttive in più regioni. Il lavoratore ottiene 80% della retribuzione delle ore che non sono state svolte.

  • Numero:  469
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Che cosa si intende per la cassa integrazione ordinaria?

Si tratta di una prestazione finanziaria dell'INPS per il superamento di un problemi che sono limitati nel tempo come p.e. la crisi temporanea di mercato, una diminuzione delle commesse, motivi aziendali che hanno un carattere temporaneo e non dipendono dall'imprenditore o dalla forza lavoro; la sussitenza di certi eventi come p.e. disgrazie provocate dalla natura, mancata energia, eventi naturali che non consentono il lavoro all'aperto.

  • Numero:  470
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Controversie di lavoro]
Da quale momento decorre la prescrizione per i crediti retributivi che derivano da un rapporto di lavoro subordinato?

Il codice civile non contiene previsioni specifiche in ordine alla decorrenza della prescrizione dei crediti dervanti dal rapporto di lavoro subordinato. La sentenza della Corte Costituzionale 10 giugno 1966, n. 63 ha stabilito invece che la prescrizione del diritto alla retribuzione non decorre dal momento della sua maturazione e pertanto non durante il rapporto di lavoro, ma solo dalla cessazione del rarpporto.

  • Numero:  422
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Controversie di lavoro]

Una prescrizione quinquennale viene interrotta tramite raccomandata nel quarto anno. La relativa pretesa è soggetta alla prescrizione, se nei cinque anni successivi non si agisce?  

Se viene fatta valere una pretesa attraverso un atto stragiudiziale (entro il periodo di prescrizione) la prescrizione viene interrotta e incomincia nuovamente a decorrere. Se viene invece fatta valere una pretesa con un atto giudiziario (all'interno del periodo di prescrizione) la prescrizione non corre sino fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio.  

  • Numero:  423
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Controversie di lavoro]

È possibile che la commissione di conciliazione possa definre una vertenza di lavoro anche in veste di collegio abitrale?

La possibilità sussiste. Durante il procedimento di conciliazione le parti possono conferire alla commissione il mandato di definre l'oggetto della vertenza in veste di organo abitrale (arbitrato rituale). Le parti indicano le norme giuridiche sulle quali si basano le azioni e le azioni riconvenzionali. Inoltre chiedono espressamente che il lodo venga espresso secondo il principio dell'equità e i principi dell'ordinamento giuridico e quello dell'unione europea. Il lodo arbitrale deve essere espresso entro 60 giorni. Se il termine indicato viene superato il mandato è inteso come revocato, salvo che le parti concedano espressamente al collegio un ulteriore termine.

  • Numero:  450
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 14.2.2017

Questa risposta è stata utile? 150 128 No

[Controversie di lavoro]

Quali sono le principali novità del "Collegato lavoro" in materia di conciliazione?

L’art. 31 della l. 4 novembre 2010, n. 183, entrata in vigore il 24 novembre 2010 (cd. “Collegato lavoro”), ha introdotto alcune importanti modifiche al regime della conciliazione delle controversie di lavoro. Queste le principali novità: 1) il tentativo di conciliazione è divenuto facoltativo; 2) il procedimento è lo stesso per il settore privato e per quello pubblico (abrogazione del tentativo di conciliazione per il settore pubblico di cui al c. lgs. 165/2001); 3) l’istanza dev’essere notificata non solo all’Ufficio servizio lavoro, ma anche alla parte convenuta; 4) l’Ufficio servizio lavoro convoca le parti soltanto se il convenuto si costituisce entro 20 giorni dalla notifica dell’istanza; 5) in caso di mancato accordo la commissione di conciliazione formula una proposta, che viene messa a verbale con le valutazioni delle parti; 6) il giudice tiene conto di un eventuale rifiuto della proposta senza adeguata motivazione; 7) durante il tentativo di conciliazione o al termine del suo svolgimento le parti possono attribuire alla commissione il mandato a risolvere la lite in via arbitrale, indicando il termine per l’emanazione del lodo, le norme invocate e l’eventuale richiesta di decidere secondo equità.

Controversie di lavoro
  • Numero:  460
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 120 209 No

[Controversie di lavoro]
Che differenza c’è tra conciliazione e arbitrato?

Si tratta in entrambi i casi di procedure facoltative alternative al giudizio; ma mentre nell’arbitrato la decisione (lodo) è affidata a terzi, gli arbitri, nella conciliazione sono le parti a decidere. L’arbitrato si conclude con il lodo, che ha efficacia vincolante per le parti; la conciliazione può concludersi con un accordo o con un mancato accordo tra le parti: solo il primo è vincolante, mentre il mancato accordo lascia la strada aperta al giudizio.

  • Numero:  465
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Controversie di lavoro]
Che cosa si intende per arbitrato irrituale?

Accanto alla commissione di conciliazione e all'arbitrato rituale le vertenze di lavoro possono essere trattate anche da un collegio irrituale. In questo senso vale che lo strumento deve essere previsto prima negli accordi collettivi o negli accordi intercompartimentali conclusi con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale. Solo dopo tale evento le parti possono concordare di inserire clausole compromissorie per definire eventuali vertenze attraverso l'arbitrato irrituale. Le clausole compromissorie non possono essere concordate e firmate prima della conclusione del periodo di prova ovvero non prima di 30 giorni dalla conclusione del relativo contratto di lavoro. Dopo che clausola arbitrale è stata inserita, la commissione di certificazione verifica il contratto. La commissione citata ha il compito di verificare se le parti avevano effettivamente inteso di attribuire il potere al collegio arbitrale e non alla giurisdizione ordinaria di dirimere le vertenze di lavoro. Ad ogni buon conto l'arbitrato irrituale non può decidere in merito a vertenze che hanno per oggetto la risoluzione dei rapporti di lavoro. Il procedimento irrituale è connesso a costi. Ciascuna parte nomina un arbitro e il presidente viene scelto concordemente tra le parti. Esso può essere un professore universitario che insegna materie giuridiche o un avvocato che può patrocinare avanti alla Corte di Cassazione.  

  • Numero:  470
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Controversie di lavoro]
Quali sono i principali tipi di arbitrato?

In alternativa al giudizio è possibile ricorrere all’arbitrato. I principali tipi di arbitrato sono: l’arbitrato irrituale (davanti ad un collegio nominato ad hoc); l’arbitrato presso le commissioni di certificazione; l’arbitrato in sede di conciliazione (se le parti decidono di conferire apposito mandato alla commissione); l’arbitrato sindacale (presso le sedi e con le modalità previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative). Il lodo arbitrale ha efficacia vincolante tra le parti e può essere impugnato solo in presenza di particolari vizi individuati dalla legge.

  • Numero:  475
  • Autore: PR
  • Ultima modifica: 20.8.2018

Questa risposta è stata utile? 203 216 No

[Controversie di lavoro]

Che cosa si intende per conciliazione monocratica?

La conciliazione monocratica è istituita a livello locale presso l'ispettorato e avviene a fronte di richieste di ispezione aventi ad oggetto prevalentemente la mancata corresponsione di spettanze retributive alla lavoratrice ovvero al lavoratore. Una novità riguarda il verbale di conciliazione, che può essere dichiarato esecutivo con decreto del giudice di lavoro su istanza della parte interessata. 

  • Numero:  480
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mobilità]

Cosa succede se si è iscritti in lista di mobilità e ci si associa in cooperativa con richiesta di anticipazione dell'indennità di mobilità?

Bisogna distinguere le seguenti ipotesi (v. circolare INPS n. 67 del 14.04.2011). Instaurazione con la cooperativa un rapporto di lavoro subordinato: il lavoratore viene cancellato dalla lista di mobilità; deve restituire l’anticipazione solo se entro 24 mesi dalla corresponsione instaura un rapporto di lavoro subordinato con un soggetto diverso dalla cooperativa. La cooperativa non può fruire degli incentivi connessi all’instaurazione del rapporto di lavoro subordinato, previsti dall’art. 8, commi 2 e 4, e dall’art. 25, comma 9, della legge 223/1991.                                  Instaurazione con la cooperativa un rapporto di lavoro autonomo: il lavoratore viene cancellato dalla lista di mobilità; deve restituire l’anticipazione se entro 24 mesi dalla corresponsione instaura un rapporto di lavoro subordinato.

  • Numero:  424
  • Autore: PR
  • Ultima modifica: 12.7.2017

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[Mobilità]

Cosa succede se si è iscritti in lista di mobilità e ci si associa in cooperativa senza richiesta di anticipazione dell'indennità di mobilità?

Bisogna distinguere le seguenti ipotesi (v. circolare INPS n. 67 del 14.04.2011). Instaurazione con la cooperativa di un rapporto di lavoro subordinato: se il rapporto è a tempo parziale (determinato o indeterminato) o a tempo pieno e determinato, la prestazione viene sospesa e si rimane iscritti nella lista; se il rapporto è a tempo pieno e indeterminato si viene cancellati dalla lista di mobilità. La cooperativa può fruire degli incentivi connessi all’instaurazione del rapporto di lavoro subordinato, previsti dall’art. 8, commi 2 e 4, e dall’art. 25, comma 9, della legge 223/1991. Instaurazione con la cooperativa un rapporto di lavoro autonomo: se il reddito derivante da tale rapporto è inferiore alla soglia della no tax area (4.800 euro annui per il lavoro autonomo, 8.000 per le collaborazioni coordinate e continuative) si continua a percepire l’indennità di mobilità nei limiti previsti dall’art. 9 comma 9 della legge n. 223/1991; in caso contrario si viene cancellati dalla lista di mobilità.

  • Numero:  425
  • Autore: PR
  • Ultima modifica: 12.7.2017

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[Comunicazione obbligatoria unificata dei rapporti di lavoro]
Upload – Se un file zip con diverse comunicazioni ne contiene una errata viene rigettato? Quando?
Un file zip contenente anche una sola comunicazione errata viene completamente rigettato al termine del tentativo di upload, quando viene mostrata la lista di tutte le comunicazioni con la segnalazione dell’errore. Una volta corretto l’errore è necessario rieseguire l’upload dell’intero file zip.
  • Numero:  430
  • Autore: fm
  • Ultima modifica: 24.11.2008

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