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Ordinamento disciplinare e codice di comportamento

 

 

Codice di comportamento

Con delibera n. 938 del 29 luglio 2014 la Giunta provinciale ha approvato il nuovo codice di comportamento per il personale ed i dirigenti dell'Amministrazione provinciale. Con circolare del direttore generale n. 7 del 9 agosto 2014 è stato reso pubblico. Qui di seguito si possono scaricare i due documenti.   :



Disposizioni dell'ordinamento disciplinare

Fonti giuridiche
L'ordinamento disciplinare per il personale provinciale è disciplinato delle seguenti fonti di diritto:

  • Legge provinciale 10 agosto 1995, n. 16: articoli 15 e 17 - principi generali
  • Deliberazione della Giunta provinciale 29 luglio 2014, n. 938 - codice di comportamento per i dipendenti ed i dirigenti della Provincia
  • Contratto collettivo intercompartimentale 12 febbraio 2008: articoli 57 fino 70 - sanzioni disciplinari e procedimento disciplinare

Pubblicazione delle disposizioni dell'ordinamento

L'ordinamento disciplinare nonché le disposizioni relative agli obblighi di servizio e le regole di comportamento per il personale devono essere rese pubbliche in modo adeguato, mediante affissione in un luogo accessibile a tutti i dipendenti.

Contatti

Dott.ssa Eva Vicari
Telefono: 0471 41 20 84
Fax: 0471 41 21 98
E-Mail: Eva.Vicari@provinz.bz.it

Dott.ssa Katrin Degle
Telefon: 0471 41 20 73
Fax: 0471 41 21 98
E-Mail: Katrin.Degle@provinz.bz.it



Ordinamento disciplinare

L'ordinamento disciplinare è disciplinato nel contratto collettivo intercompartimentale 12 febbraio 2008 (art. 58 - art. 70) e comprende le seguenti tematiche:

Tipi di sanzioni disciplinari e conseguenze

  • Censura
  • Riduzione dello stipendio
  • Sospensione dal servizio
  • Licenziamento con preavviso
  • Licenziamento senza preavviso

Le violazioni degli obblighi di servizio e di comportamento nonché le infrazioni alle norme penali danno luogo, secondo la gravità dell'infrazione, all'applicazione delle menzionate sanzioni disciplinari.

Nell'irrogazione delle sanzioni disciplinari vengono presi in considerazione una serie di criteri, tra cui l‘intenzionalità del comportamento, il grado di negligenza dimostrato, tenuto conto anche della prevedibilità dell'evento, la rilevanza degli obblighi violati, l'ammontare del danno e il grado di pericolo causati all'Amministrazione, agli utenti o a terzi nonché precedenti sanzioni disciplinari.

Un danno causato all'amministrazione o a terzi per effetto del comportamento doloso o gravemente colposo tenuto in servizio comporta, comunque, l'obbligo del rimborso del danno per i responsabili ai sensi della normativa vigente.

Il procedimento disciplinare e le relative disposizioni

Competenza
L'irrogazione di una censura rientra nella competenza del diretto superiore. Per violazioni di rilevanza disciplinare, per le quali è prevista una sanzione disciplinare superiore alla censura, lo svolgimento del procedimento disciplinare e l'irrogazione della sanzione disciplinare sono di competenza del direttore della Ripartizione Personale della Provincia.

Il procedimento
Il procedimento disciplinare è avviato su segnalazione del diretto superiore o d'ufficio sulla base di altre informazioni, procedendo alla tempestiva comunicazione al personale della contestazione scritta dell'addebito.

Entro i successivi 20 giorni dalla contestazione dell'addebito il personale può presentare le sue controdeduzioni scritte. Tale termine è rispettato anche nel caso di modifica o integrazione della contestazione o di acquisizione di nuova documentazione. Il dipendente interessato o la dipendente interessata o una persona di fiducia, con espressa delega scritta, può anche avere accesso a tutti gli atti istruttori riguardanti il procedimento disciplinare.

Decorso il termine di 20 giorni il personale interessato è convocato per un audizione in cui viene sentito a sua difesa. In tale occasione il personale può farsi assistere da una persona di fiducia (p.es. avvocato, rappresentante di un associazione sindacale).

Conclusa l'audizione  viene irrogata la sanzione disciplinare o disposta l'archiviazione del procedimento disciplinare. Il procedimento disciplinare si estingue, se non viene concluso entro un anno dalla data della contestazione. Inoltre il procedimento disciplinare si estingue, qualora decorrono più di 120 giorni, senza che venga adottato alcun atto del procedimento.

In determinati casi può essere disposta la sospensione del procedimento disciplinare. Ciò permette per esempio al personale in particolari condizioni psico-fisiche di sottoporsi ad un progetto terapeutico. Decorso il termine della sospensione il procedimento disciplinare deve essere riattivato.

Con il consenso scritto del personale la sanzione disciplinare applicabile può essere ridotta, con la conseguenza che in tal caso non è più suscettibile di impugnazione.

A parte questo caso, la sanzione disciplinare può essere impugnata davanti al Tribunale nella sua funzione di Giudice del lavoro, previo espletamento del tentativo obbligatorio di conciliazione ai sensi dell'articolo 104 del contratto collettivo intercompartimentale del 12 febbraio 2008.

In alternativa ai sensi dell'articolo 65, comma 7 e dell'articolo 106 del contratto collettivo intercompartimentale del 12 febbraio 2008 entro 20 giorni dalla data della notificazione o della comunicazione del provvedimento di irrogazione del sanzione disciplinare può essere proposto ricorso al collegio arbitrale.

L'ordinamento disciplinare regola anche i seguenti aspetti:

  • la sospensione cautelare dal servizio in corso di procedimento disciplinare
  • la sospensione cautelare in caso di procedimento penale
  • l‘assegno alimentare mensile nel caso di sospensione cautelare dal servizio
  • il rapporto fra il procedimento disciplinare e il procedimento penale.

(Ultimo aggiornamento: 31/10/2014)